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Sorveglianza speciale per i fratelli di mafia viterbese, il boss Ismail Rebeshi al 41 bis e David ai domiciliari

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Il blitz del 2019 a Tuscania - Nei riquadri i fratelli David e Ismail Rebeshi

Il blitz del 2019 a Tuscania – Nei riquadri i fratelli David e Ismail Rebeshi

Fabio Zampaglione

Fabio Zampaglione

Viterbo – (sil.co.) – Mafia viterbese, notificata a David Rebeshi, il fratello 35enne del boss Ismail, la misura della sorveglianza speciale.

L’imputato, che da gennaio 2023 sta scontando agli arresti domiciliari una condanna a cinque anni per estorsione con metodo mafioso ai danni di due imprenditori viterbesi, vive da nni a Viterbo, dove è sposato e padre di una bambina in tenera età.

Analoga misura è stata disposta per Ismail Rebeshi, detenuto in regime di carcere duro nella sezione 41 bis dell casa circondariale di Cuneo. 

Nei giorni scorsi gli uomini della polizia di stato della divisione anticrimine, guidata dal dirigente Fabio Zampaglione, hanno notificato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza al 35enne d’origine albanese, ma da anni residente a Viterbo, fratello del più noto Ismail coinvolto nell’operazione “Erostrato”, sfociata il 25 gennaio 2019 nei tredici arresti  portati a termine dai carabinieri di Viterbo, che consentirono di scardinare un’organizzazione criminale operante con metodi mafiosi nel capoluogo, otto componenti della quale sono stati condannati in via definitiva con l’aggravante dell’assocazione di stampo mafioso. 

Il provvedimento, su richiesta del questore di Viterbo, Fausto Vinci, è stato emesso dal tribunale di Roma-Sezione misure di prevenzione a carico di David Rebeshi, che annovera precedenti per reati contro il patrimonio e in materia di traffico di stupefacenti.

La misura di prevenzione della sorveglianza speciale obbligherà l’uomo per tre anni a non rincasare dopo le ore 21, a non uscire dall’abitazione prima delle 7, a non partecipare a riunioni pubbliche senza il permesso dell’autorità giudiziaria e a non frequentare pregiudicati e persone sottoposte a misure di prevenzione e sicurezza.

Analoga misura era stata già notificata le scorse settimane anche al boss Ismail Rebeshi, detenuto al 41 bis nel carcere di Cuneo nell’ambito dell’operazione Erostrato, sul cui capo pendono anche altre condanne, che avrà decorrenza dal momento della scarcerazione.

L’inosservanza delle prescrizioni e degli obblighi della sorveglianza speciale è punita con l’arresto da tre mesi ad un anno.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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