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Torino – Addio a Vittorio Emanuele di Savoia, il feretro entra nel duomo sulle note dell’inno sardo.
La città di Torino e la famiglia reale hanno salutato per l’ultima volta Vittorio Emanuele di Savoia. Una solenne omelia ristretta si è tenuta nel duomo della città torinese a cui Vittorio Emanuele era particolarmente legato. Una cerimonia sobria ed elegante.
La bara è stata accompagnata da Emanuele Filiberto che ha raggiunto, alla sinistra dell’altare, Marina Doria, la moglie Clotilde e le due figlie e la principessa Maria Pia, sorella maggiore del principe scomparso, accompagnata dai figli, principi di Jugoslavia.
Questa mattina, come da tradizione di casa Savoia, il principe Emanuele Filiberto ha firmato all’interno del duomo l’atto di morte del padre, scomparso sabato 3 febbraio a Ginevra. Ad officiare la cerimonia funebre, monsignor Paolo De Nicolò, gran priore degli ordini dinastici.
All’omelia, presenti 450 ospiti. Molti sono membri delle famiglie reali, rappresentanti di ordini dinastici, rappresentanti delle Guardie del Pantheon, invitati privati dalla famiglia.
Fra i presenti, all’elenco degli invitati diffuso ieri, si sono aggiunti Fuad d’Egitto in rappresentanza della famiglia reale egiziana, e il gran maestro dell’Ordine di Malta.
Tra gli altri, il granduca Henri del Lussemburgo, il principe Alberto II di Monaco, la regina Emerita Sofia di Spagna, i principi Astrid e Lorenz del Belgio, l’arciduca Martino di Asburgo, il principe Leka di Albania, Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie, il granduca George di Russia, il principe Jean Christophe Bonaparte, i principi d’Orleans, conti di Parigi, i principi di Borbone Parma, i principi di Serbia, il principe Reale di Arabia Saudita, il principe del Portogallo della famiglia reale Braganza.
Il feretro è arrivato in chiesa avvolto nella bandiera italiana, poi sulla bara è stato posto anche il Drappo Reale da quattro Cavalieri Collari dell’Annunziata membri della famiglia: Aimone di Savoia Aosta, Conte Agostino Guarienti di Brenzone, Principe Dimitri di Jugoslavia, Principe Serge di Jugoslavia.
“Alle generazioni che seguiranno il compito di rendere contemporaneo il suo agire in favore dei poveri e dei bisognosi”, ha detto monsignor Paolo de Nicolò a fine dell’omelia.

