Massimo Alessandri
Gallese – (sil.co.) – Assolta dall’accusa di omicidio stradale l’automobilista 43enne di Terni che il 22 giugno 2017 travolse l’auto di Massimo Alessandri, l’agente di commercio di 49 anni, originario di Civita Castellana e residente a Gallese, che morì sul colpo nello schianto frontale avvenuto nella zona industriale di Terni tra la sua vettura e altri due mezzi.
È invece nel frattempo deceduto l’altro imputato, un ultraottantenne di Amelia, che era alla guida dell’altro mezzo coinvolto nel sinistro. Entrambi sono finiti sotto processo davanti al tribunale di Terni.
La 43enne, assolta con la formula “perché il fatto non costituisce reato” era alla guida di una Mini Cooper quando finì contro la Fiat 500L di Alessandri che poi fu travolta da una Dacia Duster, condotta dall’anziano. Il giudice ha accolto la tesi del suo difensore Carlo Viola, il quale ha sostenuto che quell’incrocio era pericoloso, carente di manutenzione e traeva in inganno. Il pm aveva chiesto una condanna a un anno e dieci mesi.
Il tragico incidente avvenne all’incrocio fra strada delle Campore e strada dei Confini, nella zona di Vocabolo Sabbione. La vittima era al volante della sua Fiat 500 L, quando è stato colpito prima dalla Mini Cooper condotta dalla donna al centro dell’incrocio e poi dalla Dacia Duster guidata da un 82enne.
Alla 43enne di Terni veniva contestata la mancata precedenza. All’anziano, invece, una condotta di guida ritenuta non consona, per caratteristiche della strada e visibilità, anche in relazione alla velocità tenuta.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
