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Alfonso Antoniozzi: “Biblioteche, Paolo Pelliccia ha preso un catorcio e lo ha fatto diventare una Ferrari e un punto di riferimento nazionale”

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Viterbo - Paolo Pelliccia e Alfonso Antoniozzi

Paolo Pelliccia e Alfonso Antoniozzi


Viterbo – “Paolo Pelliccia ha preso un catorcio e lo ha fatto diventare una Ferrari e soprattutto un punto di riferimento nazionale”. È il punto di vista del vice sindaco Alfonso Antoniozzi a proposito delle biblioteche, comunale e provinciale, piazza del Teatro e viale Trento, di Viterbo. Paolo Pelliccia, il commissario straordinario del Consorzio.



L’occasione, ieri pomeriggio alla sala conferenze del museo della ceramica in via Cavour, palazzo Brugiotti, dove la fondazione Carivit assieme al comune e alla biblioteca consorziale hanno presentato Viterbo vista con gli occhi di Andrea Scriattoli. Viterbo e i suoi monumenti, l’opera attorno alla quale sono state costruite 4 visite guidate e allestita una mostra, sempre al museo della ceramica, che resterà aperta fino al 4 febbraio.


Viterbo - la mostra della fondazione Carivit dedicata all’opera di Andrea Scriattoli

Viterbo – la mostra della fondazione Carivit dedicata all’opera di Andrea Scriattoli


“L’iniziativa – ha detto il presidente della fondazione, Luigi Pasqualetti – arriva a conclusione di un percorso iniziato a ottobre con la curia, il comune e la Pro loco in cui la fondazione ha finanziato le visite guidate per la città, con gli occhi di Andrea Scriattoli. Quattro visite guidate gratuite con una cinquantina di persone a volta, una ventina in più rispetto alle 35 preventivate. Un grande successo. La curia ha aperto poi alcune chiese che normalmente non sono visitabili partecipando attivamente al percorso. Infine, abbiamo allestito mostra sui manoscritti originali del testo di Scriattoli da cui sono emersi dei documenti riguardanti la storia della cassa di risparmio tra il 1854 e il 1936. Documenti che faranno parte di una pubblicazione a cura della fondazione. Non solo, ma quello che abbiamo fatto per Scriattoli, lo faremo anche per Cesare Pinzi, la vorando sulla sua Guida della città apparsa agli inizi del ‘900. Per far conoscere Viterbo come era un tempo”.


Viterbo - Luigi Pasqualetti

Viterbo – Luigi Pasqualetti


In sala, assieme a Pasqualetti e Antoniozzi, ci sono anche Paolo Pelliccia e Lorenzo Abbate, collaboratore della biblioteca. Con loro anche la la soprintendente Margherita Eichberg, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Carlo Pasquali e la nipote di Andrea Scriattoli, Annita Maria Alberti, figlia della sorella dello scrittore, Benedetta.


Viterbo - Paolo Pelliccia

Viterbo – Paolo Pelliccia


“È un periodo in cui in alcune istituzioni abbiamo una classe dirigente di grande valore – ha commentato Pelliccia -. E questa è una fortuna che non possiamo farci sfuggire. Amministrare è complesso. L’esperienza di questi anni in biblioteca mi ha lasciato questo. Non si può dare colpe a una persona che amministra in merito responsabilità che spetterebbero invece ad altri”.


Annita Maria Alberti

Annita Maria Alberti, nipote di Andrea Scriattoli


I documenti esposti nel percorso allestito al museo della ceramica mirano a ricostruire quello che è stato il lavoro redazionale dell’opera di Scriattoli, con disegni e fotografie, ma anche documenti manoscritti e a stampa che riguardano l’uomo Scriattoli, così come la sua vasta produzione storico-letteraria che riguarda non solo Viterbo, ma tutta la provincia. Tutti i documenti provengono dall’archivio storico della biblioteca consorziale di Viterbo cui Scriattoli stesso donò tutti i materiali originali serviti alla stampa di Viterbo nei suoi monumenti. “Un patrimonio – ha evidenziato Pasqualetti – fragile e importantissimo che la fondazione Carivit sta dando modo di studiare, catalogare e valorizzare grazie al progetto di indicizzazione dei fondi manoscritti della biblioteca”.


Viterbo - La conclusione dei lavori Viterbo con gli occhi di Andrea Scriattoli

Viterbo – La conclusione dei lavori Viterbo con gli occhi di Andrea Scriattoli


“La fondazione fa – ha concluso infine Antoniozzi – quello che fa bene alla città, quello che la città racconta e come la città si immagina in modo migliore. Il modo di lavorare della fondazione. Per quanto riguarda poi il consorzio biblioteche, Paolo Pelliccia ha preso un catorcio e lo ha fatto diventare una Ferrari e soprattutto un punto di riferimento nazionale”.

Daniele Camilli


Fotogallery: La città vista con gli occhi di Andrea Scriattoli


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