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Come fossimo tutti su quei trattori…

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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo - Secondo giorno di proteste - Trattori bloccano via Garbini e Cassia nord

Viterbo – Secondo giorno di proteste – Trattori bloccano via Garbini e Cassia nord

Viterbo – Quasi neanche se ne sono accorti quelli che mattina e sera dagli schermi tv o sui giornali gridano, e per giorni, al lupo al lupo se solo viene usato un maschile al posto del femminile. Eppure, la rivolta delle persone che lavorano la terra in Italia, come in Francia, in Germania e un po’ in tutta Europa è un evento epocale. Per l’estensione, la civiltà con cui avviene, il significato che va al di là dei costi di produzione sostenuti dagli agricoltori in cifre che la filiera commerciale moltiplicano sulle spalle loro e per le tasche dei consumatori. I quali, siamo ognuno di noi.

I trattori allineati in marcia sulle strade annunciano che c’è qualcosa che non va se millenni di umanità cresciuta grazie alla natura conosciuta, curata, capita vengono cancellati perché, qui da noi, nella piccola e un po’ stanca Europa, il suolo va fatto riposare e gli alimenti che esso dava possono ben essere sostituiti dai prodotti industriali di operatori immensi, multinazionali o stati come la Cina, che sfruttano – non da coltivatori – i terreni africani o comunque i più fertili appartenenti ai popoli meno fortunati.

La terra amica, di cui i contadini di una volta e i loro nipoti oggi erano e sono custodi e protettori, perché portatori di una sapienza antica fatta di conoscenza empirica delle caratteristiche del suolo e dell’aria, dovrebbe essere ripudiata secondo la religione imperante del profitto. Con l’ipocrisia, in aggiunta, di messaggi che all’apparenza buoni nella realtà veicolano il diktat ad astenersi dalle pratiche antiche per lasciare incolte le terre nostre e comprare quello che a costi inferiori viene prodotto là dove si provvede senza regole.

Concorrenza sleale cui quest’Europa guarda senza farsene preoccupazione e contrastarla efficacemente. Anzi. In sostanza, dietro le indicazioni di Bruxelles motivate con la salute di questa parte di mondo, c’è la spinta a consumare altro senza pensare alla salute e alla dignità di chi è sfruttato in altra parte del mondo dai soliti noti in incognito.

Perciò, la protesta di questi giorni rappresenta l’avvio di un risveglio della consapevolezza he la natura è fatta per l’uomo e che chi predica l’inverso spesso nasconde cinici interessi individuali in totale sprezzo della collettività e, appunto, della natura.

Ecco perché questa rivolta non sarà come le altre. Gli agricoltori hanno deciso, infatti, di rimettere a dimora il seme antico che dalla terra ha fatto nascere la civiltà.

Un ottimo ed atteso segno mentre c’è invece chi sogna, per un malinteso diritto al non faticare, di affidarsi alla intelligenza artificiale, la quale proprio perché tale poco ha a che spartire con la natura. A cui comunque bisognerà tornare, quando essa – come ogni tecnica che vuol sostituirsi all’uomo – fallirà per il cattivo uso da parte dei dominatori che mai purtroppo mancano e mancheranno

Questa protesta non è come le altre ed è per tutti. Per la civiltà.

Renzo trappolini


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