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![]() Viterbo – La Basilica di Santa Rosa |
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Domenica 11 febbraio 2024, memoria della Madonna di Lourdes, sarà celebrata la trentaduesima Giornata Mondiale del malato organizzata dalla commissione dell’ufficio per la pastorale della Salute con la collaborazione dell’Unitalsi. A Viterbo ci sarà un triduo di preparazione spirituale.
Giovedì 8 febbraio ore 17,30 nella basilica di S. Rosa rosario meditato con le clarisse.
Venerdì 9 ore 16 a Villa Rosa con la comunità delle suore ospedaliere adorazione eucaristica e rosario meditato.
Sabato 10 ore 16,30 nel Monastero della Visitazione, detto della “Duchessa”, dove è sepolta la venerabile suor Benedetta Frey, lectio divina animata dai padri del Verbo Incarnato.
Domenica 11 nella Basilica della Madonna della Quercia ore 15:00 Rosario, ore 15,30 Concelebrazione Eucaristica presieduta da Orazio Francesco Piazza, vescovo di Viterbo.
Le parrocchie e le foranie della diocesi sono invitate a pregare per e con i malati. L’11 febbraio sarà l’anniversario 40 anni dalla lettera apostolica “Salvifici doloris” di Giovanni Paolo II sul senso cristiano della sofferenza umana.
Le finalità della Giornata del Malato sono:
a) sensibilizzare il popolo di Dio e le molteplici istituzioni sanitarie cattoliche e la stessa società civile, alla necessità di assicurare la migliore assistenza agli infermi;
b) aiutare chi è malato a valorizzare, sul piano umano e soprannaturale, la sofferenza;
c) coinvolgere in maniera particolare le diocesi, le parrocchie e le famiglie religiose nella pastorale della salute;
d) favorire l’impegno sempre più prezioso del volontariato;
e) richiamare l’importanza della formazione spirituale e morale degli operatori sanitari;
f) ribadire e rafforzare l’importanza dell’assistenza religiosa agli infermi da parte dei sacerdoti sia diocesani che religiosi, nonché di quanti vivono ed operano accanto a chi soffre, e delle comunità.
Il Messaggio del santo padre per questa Giornata Mondiale del Malato «Non è bene che l’uomo sia solo». Curare il malato curando le relazioni. Un messaggio è semplice, essenziale, profondo, carico di speranza. La prima cura di cui abbiamo bisogno nella malattia è la vicinanza piena di compassione e di tenerezza. Per questo, prendersi cura del malato significa anzitutto prendersi cura delle sue relazioni, di tutte le sue relazioni: con Dio, con gli altri – familiari, amici, operatori sanitari –, col creato, con sé stesso. Inquesto cambiamento d’epoca noi cristiani siamo chiamati ad adottare lo sguardo compassionevole di Gesù. Prendiamoci cura di chi soffre ed è solo, magari emarginato e scartato. Con l’amore vicendevole, che Cristo Signore ci dona nella preghiera, specialmente nell’Eucaristia, curiamo le ferite della solitudine e dell’isolamento. E così cooperiamo a contrastare la cultura dell’individualismo, dell’indifferenza, dello scarto e a far crescere la cultura della tenerezza e della compassione.
Messaggio intero di Papa Francesco per la giornata Mondiale del malato 2024 (https://salute.chiesacattolica.it/xxxii-giornata-mondiale-del-malato-11-febbraio-2024/).
Don Gianluca Scrimieri
Direttore ufficio diocesano per pastorale della salute
