Viterbo – Relitto d’alienare rispedito al mittente. Saltata l’approvazione in consiglio comunale della delibera proposta dall’assessora Elena Angiani (Bilancio). La maggioranza scivola sul diritto di prelazione.

Viterbo – Consiglio comunale
Si tratta di una porzione di prato di 119 metri quadrati, valutata 1190 euro.
Un’attività confinante diversi anni fa ne ha chiesto l’acquisizione per farne un parcheggio, è stato inserito tra i beni da alienare e mancava il passaggio in consiglio.
Dove il relitto si è incagliato, perché nel provvedimento si parla di diritto di prelazione, motivato dal fatto che confina su tre lati nella proprietà privata e uno su strada.
Ma per la prelazione, fanno sapere dall’opposizione, comunque serve un avviso. Non cedendolo direttamente.
“Un’alienazione senza avviso – spiega Antonella Sberna (FdI) – e invece va fatto, a parità di condizioni e offerta, a prescindere dai confini, altrimenti si crea un precedente”.
Precisa ancora Francesca Sanna (Pd): “Non è detto che magari il confinante sia l’unico ad avere interesse. Essendo il costo simbolico, chi ha una casa vicina priva di posto auto, potrebbe volerlo e perché no, magari affittarlo”.
Tutti d’accordo che nel caso specifico, bene venderlo, quello sarà l’unico acquirente. I dubbi sono sulla procedura.
Alvaro Ricci (Pd) è netto: “Decide il consiglio comunale, anche sul costo. Siamo noi a stabilire se, come e a quanto vendere e quell’aspetto della prelazione va chiarito. Possiamo anche decidere che non valga la pena disfarsene, perché magari non è conveniente economicamente. Sottolineo, non è questo il caso, ma la procedura va seguita”.
La delibera proposta dall’assessora Elena Angiani (Patrimonio) non convince e così tocca a al presidente Marco Ciorba trovare una via d’uscita. I dubbi vanno chiariti, ma la dirigente non c’è e quindi non si vota. Se ne riparla nella prossima seduta. Il relitto resta ancora al comune.
Giuseppe Ferlicca