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“La nuova provincia del litorale non sarà una rottura con la Tuscia, ma una valida alternativa per valorizzare delle potenzialità”

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Monte Romano – “La nuova provincia del litorale non sarà una rottura con la Tuscia, ma una valida alternativa per valorizzare delle potenzialità, come le necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia o il turismo collegato al porto di Civitavecchia e all’aeroporto di Fiumicino”. Il sindaco di Monte Romano, Maurizio Testa, spiega così il nuovo progetto che vede per il suo comune e quello di Tarquinia la possibilità di staccarsi dalla provincia di Viterbo e creare una nuova realtà.

Non da soli, ma con altri comuni del litorale. Un progetto che coinvolgerebbe Fiumicino, come capofila. E potrebbe allargarsi a 12 comuni. Tra gli interessati ci sarebbero Monte Romano, Tarquinia, Ladispoli, Civitavecchia, Santa Marinella, Tolfa, Allumiere, Canale Monterano. Una proposta che forse potrebbe riguardare anche Montalto di Castro. E alcuni contatti sarebbero stati presi anche con Bracciano e Cerveteri. 

I sindaci dei comuni interessati hanno già dato vita a qualche incontro. La proposta è quella di creare una nuova provincia, con un’estensione che va da Fiumicino fino al confine con la Toscana. Nascerebbe così: “Porta d’Italia”. Il tutto è ancora in fase di studio, ma il sindaco Maurizio Testa ne spiega le premesse.


Il sindaco di Monte Romano Maurizio Testa

Il sindaco di Monte Romano Maurizio Testa


Sindaco da mesi si parla della costituzione di una nuova provincia nel Lazio, con aggregatore il comune di Fiumicino. A che punto è il progetto?
“Siamo ancora in una fase embrionale. Ma, da parte del comune che rappresento, c’è la volontà di aderire a una progettualità per costituire una provincia alternativa. Un’idea che non nasce da una rottura con la Tuscia, ma dalla consapevolezza che si potrebbe costituire una nuova realtà con ampie potenzialità”.

Può spiegarci quali sarebbero le potenzialità di questa nuova realtà che andrebbe a chiamarsi Porta d’Italia?
“È una questione di possibilità alternative ad una provincia come quella di Viterbo. Per poter ricomprendere, ad esempio, la parte che riguarda le necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia che vennero iscritte nella World Heritage List dell’Unesco. Tra le altre potenzialità che la nuova provincia potrebbe catalizzare ci sarebbero anche il porto di Civitavecchia e l’aeroporto di Fiumicino. Ci sono milioni di passeggeri da poter veicolare sul territorio. Possiamo pensare di intercettare i turisti che passano da Civitavecchia e Fiumicino, anche perché non è detto che tutti debbano andare a Roma o nella sua provincia. Dobbiamo cercare di portarli nei nostri territori.
La nuova provincia potrebbe avere potenzialità importantissime che tante altre realtà, di pari livello, non hanno ad oggi. Anche lo sviluppo della trasversale Orte- Civitavecchia è un’opera importante che speriamo possa definitivamente prendere corpo. Realizzando questa arteria, andremo a creare ancora di più un rapporto tra la provincia che si andrà a costituire e quella di Viterbo. Insomma, con la nuova provincia si potrebbe puntare su interconnessione, spostamento veloce, turismo crocieristico e aeroportuale”.

In questo modo però si creerebbe un distaccamento dalla provincia di Viterbo?
“Sì, ma non si tratta assolutamente di una rottura con la provincia di Viterbo, ma di un’alternativa per una Tuscia bassa che si affaccia più sul mare che nell’entroterra. Si andrebbe infatti a costituire una nuova realtà con tutte le potenzialità e i presupposti per una provincia competitiva sotto più punti di vista, come quello turistico-ricettivo e paesaggistico. Sotto tanti aspetti i comuni di Tarquinia e Monte Romano sono già legati al territorio della nuova eventuale provincia. Tarquinia è legata concretamente dalla parte del mare. E anche Monte Romano da tanti anni ormai si interfaccia sempre più spesso con la parte che va verso Tarquinia e Civitavecchia. Non a caso i vecchi distretti socio-sanitari erano ricompresi su Civitavecchia, Tarquinia e Monte Romano. Anche la diocesi stessa per assurdo comprende questi stessi comuni. Non è quindi per noi una novità, sotto tanti aspetti, quella di far parte di un comprensorio diverso”.

L’ultima riunione sulla nuova eventuale provincia si è tenuta lunedì scorso a Santa Marinella. Lei era presente? Cosa è stato deciso?
“Non ero presente alla riunione, ma sono stato informato di quanto avvenuto. Avevamo chiesto al sindaco di Tarquinia di rappresentare la nostra volontà di aderire a questa progettualità. È stato fatto un po’ un punto della situazione, soprattutto sulle eventuali potenzialità e l’eventuale dislocazione di alcuni uffici qualora si dovesse realizzare. Era una pre-valutazione generale su tutto quello che occorrerà avere nella nuova eventuale provincia”. 

Il progetto prima di vedere la luce avrà comunque bisogno di un passaggio in consiglio comunale?
“Certamente, ogni comune dovrà fare le proprie valutazioni discutendone in consiglio. Ribadisco, il progetto è comunque in una fase ancora embrionale. Ma un’eventuale decisione, con la costituzione della nuova provincia, dovrà essere valutata in sede di consiglio comunale. Questa è una proposta. Per Monte Romano magari in qualche modo provvederemo anche a interpellare la popolazione in merito, magari con una raccolta firme”.

Maurizia Marcoaldi


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