Il santone Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, in tribunale
Acquapendente – L’ombra di una setta sulla strage di Palermo. Mai come oggi è attuale, alla luce dell’ultima strage familiare ispirata dal “demonio”, dietro la quale ci sarebbe l’ombra di una setta, la proposta di legge per l’introduzione del reato di “manipolazione psicologica” per il quale si sta battendo Virginia Melissa Adamo.
È la mamma coraggio lombarda che con l’associazione Manisco World – di cui è fondatrice e presidente, in seguito alla “perdita” della figlia trentenne con cui non ha più contatti da cinque anni – sta portando avanti un progetto di legge per sconfiggere l’abuso di mezzi di manipolazione mentale, e far conoscere al grande pubblico il pericolo rappresentato dalle psicosette, assieme a un team di professionisti, coadiuvato dall’avvocato napoletano Luigi Ferrandino.
Virginia Adamo, come è noto, ha perso la figlia dopo che la giovane, all’epoca 24enne, nel 2018 si unì alla comunità Qneud fondata dal santone di Acquapendente, Pasuale Gaeta, a processo a Viterbo per esercizio abusivo della professione di psicologo e per maltrattamenti e violenza sessuale a ai danni di due adepte cui aveva chiesto di firmare il “giuramento della vocante” e di fare esercizi purificatori e spirituali, tra i quali adagiarsi nude nel suo letto per poi masturbarsi davanti a lui.
Alle vicende di Acquapendente e di altre psicosette, lo scorso 31 gennaio, ha dedicato un ampio servizio la trasmissione televisiva “Fuori dal coro” del giornalista Mario Giordano su Rete 4.
Si è parlato tra l’altro proprio della proposta di una legge che introduca il reato di “manipolazione psicologica”, il cui testo è stato messo a punto dall’avvocato Vincenzo Dionisi, che assiste come parte civile al processo a Gaeta mamma Virginia Melissa Adamo, la quale sta portando avanti il progetto di legge per sconfiggere l’abuso di mezzi di manipolazione mentale, e far conoscere al grande pubblico il pericolo rappresentato dalle psicosette.
Virginia Melissa Adamo e Vincenzo Dionisi
Il testo della proposta di legge contro la manipolazione
Manipolazione Emotiva e/o Psicologica: chiunque individualmente o in forma associativa, avvalendosi di mezzi, strumenti o tecniche di manipolazione emotiva e/o psicologica, indebolisce o condiziona la volontà di una persona al fine di trarne
profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da cinque a quindici anni e con la multa da 5000 euro a 20000 euro.
La pena è aumentata da un terzo al triplo qualora il reato sia commesso nei confronti di persona minore di età, con ridotta capacità di intendere e volere o quando circostanze di tempo o di luogo siano tali da ridurne la capacità di intendere e volere.
La pena è aumentata nella misura anzidetta qualora le condotte sopra descritte siano poste in essere da persona che esercita abusivamente la professione medica o di psicologo o qualsiasi altra professione senza averne conseguito il relativo titolo e la successiva abilitazione.
Il reato è perseguibile d’ufficio.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

