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Siena – (sil.co.) – Palio di Siena, confermata dalla cassazione la condanna per maltrattamenti ai cavalli del fantino Trecciolino, al secolo Luigi Bruschelli, 13 volte vincitore della carriera, accusato di doping ai danni di tre cavalli allenati nella sua scuderia per aumentarne le perfomance sportive.
Condanna per maltrattamenti agli animali confermata, ma gli ermellini hanno parzialmente accolto il ricorso dei difensori dello studio De Martino, rinviando ad altra sezione della corte d’appello per la rideterminazione della pena di sette mesi del processo bis col riconoscimento delle attenuanti generiche.
Cavalli scambiati. È il procedimento giudiziario scaturito dalla nota inchiesta sui “cavalli scambiati” risalente al 2015. Il 10 marzo 2023, in secondo grado, Bruschelli, condannato in primo grado a 4 anni e 10 mesi, era stato assolto dalle accuse relative ai 14 falsi contestati, ma la corte d’appello gli aveva inflitto 7 mesi con sospensione della pena per maltrattamenti ai cavalli, legata alla somministrazione di farmaci antidolorifici a due animali da lui allenati, accusa da cui era stato invece scagionato in primo grado.
Il processo bis. Celebrato l’anno scorso davanti alla corte d’appello di Firenze, era scaturito dal ricorso della pm senese Sara Faina e delle difese di Luigi Bruschino e del veterinario viterbese Mauro Benedetti dopo la condanna di primo grado del collegio del tribunale di Siena del 18 giugno 2019, rispettivamente a 4 anni e dieci mesi e a 2 anni e tre mesi per falso. Il veterinario, difeso dall’avvocato Virna Faccenda, è stato assolto in secondo grado, dopo 8 anni di battaglie giudiziarie.
L’invito di Trecciolino contro le strumentalizzazioni. Bruschelli dopo l’udienza del 16 febbraio ha commentato: “La contestazione riguardava la somministrazione, peraltro in dosi bassissime, di semplici antinfiammatori, di uso comune, in assenza di specifica prescrizione veterinaria, a cavalli che peraltro non hanno partecipato a gare o competizioni, bensì a sole attività di addestramento. Tengo a precisare che tali somministrazioni non hanno causato alcun danno agli animali coinvolti il cui benessere è sempre stato per me oggetto di massima attenzione. Chi mi conosce sa quanto rispetti e ami i cavalli”.
L’accusa. Secondo l’imputazione, Bruschelli, “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso” avrebbe “maltrattato senza necessità, ovvero detenuto in condizioni incompatibili con la loro natura i cavalli Mocambo (positivo a fenilbutazone, ossifenilbutazone, flunixin, desametasone), S’Othierusu (positivo a ossifenilbutazone, flunixin), Fulmine Femmina (positiva a ossifenilbutazone, flunixin). Sempre secondo il capo d’imputazione, Bruschelli avrebbe presentato e fatto partecipare alle attività ufficiali di addestramento organizzate dal comune di Siena per i cavalli in vista dei Palii del 2016, avendo preventivamente somministrato loro, in difetto di speciale abilitazione veterinaria, un cocktail di farmaci prevalentemente antinfiammatori (quali gli steroidei desametasone e prednisolone e i non steroidei fenilbutazone e flunixin). Farmaci somministrati in dosi inferiori alla dose terapeutica consigliata, al fine di eludere i controlli antidoping, ma la cui combinazione era in grado di determinare un aumento delle performance sportive” evidenzia il capo d’accusa.
In gioco c’è la carriera di Trecciolino. Il fantino Bruschelli, che ha 55 anni, non ha più corso il Palio dal 16 agosto 2019, in relazione all’ordinanza Martini, che vieta la partecipazione alle manifestazioni dei fantini e dei cavalieri che abbiano riportato condanne definitive per maltrattamenti sugli animali. Esultano le associazioni animaliste.
“Sentenza storica”. Tra le parti civili il comune e diverse associazioni. “Una sentenza storica che squarcia il velo di una ‘tradizione’ anacronistica come quella del Palio di Siena – secondo la Lav – il fantino detto Trecciolino è stato condannato in via definitiva per maltrattamento di animali e per averli drogati con farmaci in grado di aumentare le performance sportive. Noi di Lav, parte civile nel processo, ci siamo battuti per rendere giustizia a tutti quei cavalli che vengono sfruttati per una corsa che nulla ha a che fare con il rispetto e l’amore per gli animali”.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
