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Pressing sulle vittime del netturbino-attore Manuali, la difesa: “Lei aveva sonniferi nella credenza”

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Ubaldo Manuali

Ubaldo Manuali


Viterbo – Pressing sulle vittime del netturbino-attore Manuali, la difesa: “Lei aveva sonniferi nella credenza”.

È la vicenda del netturbino accusato di violenza sessuale multipla su tre donne drogate, abusate e filmate. All’udienza del 13 febbraio, nel corso della quale sono state ascoltate due delle presunte vittime, alla presenza dell’imputato Ubaldo Manuali, i difensori Fabio De Luca e Tiziana Ronchetti hanno tentato di far cadere in contraddizione le parti offese nel corso del controesame. 

In particolare i legali dell’operatore ecologico 59enne di Riano hanno tentato di minare l’attendibilità di Stefania Loizzi, la 49enne romana che con la sua denuncia, a gennaio 2023, ha fatto scattare le indagini. Saputo della comparsata di Manuali in una fiction proprio la sera dell’udienza, la donna ha commentato: “Fa l’attore? Sono scioccata. Ma non si vergogna? Dopo tutto quello che ha fatto a noi donne?”.  

Relativamente invece alla presunta frase “sono handicappata” pronunciata dall’avvocata di Manuali e riportata da alcuni media, la legale, rispondendo alla presidente del collegio che la invitava per l’ennesima volta a non replicare le stesse domande, se ne è uscita con un “mi scusi, sono ritardata”. 


Viterbo - Il netturbino, Ubaldo Manuali, accusato di stupri, compare in una fiction Rai

Viterbo – Il netturbino, Ubaldo Manuali, accusato di stupri, compare in una fiction Rai


“Si è fatta intervistare più volte in televisione, possiamo produrre le registrazioni”. Hanno attaccato i difensori di Manuali, che invece avrebbe condiviso i video degli abusi con i suoi amici. Ma soprattutto hanno messo in dubbio che alla donna, parte civile come le altre, siano state somministrate a sua insaputa benzodiazepine per farla cadere addormentata dopo un brindisi.

“Di chi erano i sonniferi nella credenza?”. In particolare, avendo detto di non avere mai fatto uso di calmanti o sonniferi, è stato contestato alla parte offesa il ritrovamento di molteplici confezioni di farmaci del genere nella credenza del salone: “Non erano per me – ha risposto la 49enne – ma per alleviare le sofferenze di mia madre malata di cancro quando stava a casa mia”.

Fragilità contro la vittima. Alla 49enne è stato contestato anche il periodo difficile che stava vivendo, di cui secondo l’accusa Manuali avrebbe approfittato per insinuarsi nella sua vita.”Lei aveva perso da poco sua madre, era sotto sfratto, aveva subito un mese prima un intervento alla spalla ed era rimasta senza lavoro”, le hanno fatto notare i difensori, puntando sulla fragilità della donna e domandandole più volte particolari come quelli legati alla zip dei pantaloni che l’imputato avrebbe avuto aperti la sera che si sarebbe masturbato al ristorante e all’alba del 15 gennaio 2023 quando la vittima se lo sarebbe trovata nel suo letto.

Dubbi su tempistica e violenza. “In base al referto dell’ospedale, sono state trovate tracce di benzodiazepine, ma non di violenza sessuale”, le è stato anche detto, alludendo alle mancate tracce di rapporti orali o rapporti completi di varia natura, nonostante la presenza dei filmati rinvenuti sul cellulare del 59enne. Nonché i dubbi relativi alla tempistica: “Lei è andata in ospedale alle 15, dopo essere andata dalla sua parrucchiera e dal dottore”. Nonostante avesse giù spiegato come  eperché durante l’interrogatorio del pm Michele Adragna.

Due volte in ospedale. Di fronte all’aggressività del contro esame, il legale di parte civile ha ricordato come due giorni dopo la parte offesa abbia integrato la denuncia, allegando un secondo referto dei sanitari, per ecchimosi all’interno delle gambe, comparse dopo la prima visita, quando si era recata al pronto soccorso perché si sentiva male ed era in stato confusionale. “Fu il mio dottore a chiedere la visita ginecologica quando gli ho detto che mi sentivo male”, ha spiegato più volte in aula la parte offesa. “Ancora oggi la mia assistita sta seguendo un percorso psicologico ed è seguita da un centro antiviolenza”, ha concluso il suo legale. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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