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Sotto shock le vittime di Ubaldo Manuali, filmate a loro insaputa: “Nessun ricordo dopo il brindisi”

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Viterbo – “Nessun ricordo dopo avere bevuto”. In aula le testimonianze shock di due delle tre vittime accertate del netturbino Ubaldo Manuali, il 59enne di Riano accusato di violenza sessuale plurima su donne conosciute su Facebook rese incoscienti somministrando loro sonniferi nelle bevande. 


Ubaldo Manuali

Ubaldo Manuali


“Faceva movimenti strani con le mani, come se si stesse masturando”

Il pm Michele Adragna della procura della repubblica di Viterbo, che lo scorso settembre ha ottenuto la misura di custodia cautelare per l’imputato, ha voluto sentire per prima Stefania Loizzi, la 49enne romana che con la sua denuncia, a gennaio 2023, ha fatto scattare le indagini.

È la donna che la sera del 15 gennaio era stata convinta a invitarlo a cena. “Ha portato tutto lui, dall’antipasto al dolce, più una bottiglia di prosecco e una di vino rosso. Mentre stavo di spalle, cuocendo le patate, ha stappato il prosecco e detto di fare un brindisi. Ho bevuto un sorso e poi un altro, saranno state le 22. Da quel momento non ricordo più niente”.

All’alba se lo è trovato nel letto: “Lui con i jeans sbottonati, io col pigiama ma senza reggiseno. Si è vestito da lavoro ed è andato via”. Piano piano, mentre continuava a sentirsi male, la consapevolezza che fosse successo qualcosa che non doveva accadere. Il medico che le fa il certificato da portare al pronto soccorso con la richiesta di visita ginecologica e la scoperta di avere assunto a sua insaputa sonniferi. In aula le sono state mostrate due foto “rubate” mentre era al telefono a casa sua e le immagini di lei incosciente estrapolate dal cellulare di Manuali. 

Stefania Loizzi con Manuali era uscita cinque volte, per tre aperitivi e due cene. “Lui voleva una storia, io solo amicizia. Tra noi neanche un bacetto. La prima volta ci siamo visti al bar sotto casa mia, mi ha portato i santini, era devoto a Padre Pio e alla Madonna di Medjugorje. Non mi garbava il suo viso, c’era qualcosa che non mi ispirava sulla sua faccia, forse l’espressione degli occhi. Ma era garbato, rispettoso”. 

Due volte però, ha ammesso davanti ai giudici del collegio del tribunale di Viterbo, le sarebbe venuto il dubbio che in lui ci fosse altro che non andava. “La prima quando lessi un messaggio di una che gli scriveva ‘vergognati per quello che hai fatto, brutto schifoso’, ma lui disse che era una pretendente delusa e lo cancellò. Poi al ristorante, a cena, quando mise le mani sotto il tavolo facendo movimenti ambigui, come se si stesse masturbando. Poi andò in bagno e al ritorno aveva la lampo dei pantaloni abbassata”. 


Stefania Loizzi

Stefania Loizzi


“Mi è rimasto impresso il mio lamento, non riesco a togliermelo dalla testa”

Meno di un mese prima, il 10 dicembre 2022, pochi giorni prima di Natale, il 59enne aveva filmato un’altra vittima, una 48enne della provincia di Frosinone, Alatri, che lo ha saputo il 6 giugno 2023 dagli investigatori del commissariato romano che l’hanno chiamata per mostrarle il video girato da Manuali mentre era priva di conoscenza.

“Quando mi sono vista a quel modo, ho avuto un malore. Ero vestita sopra e nuda sotto. Lui mi metteva le mani sotto. Quello che mi è rimasto impresso è il mio lamento, che non riesco a togliermi dalla testa”.

Si erano dati appuntamento di pomeriggio alla Termini per fare shopping natalizio: “Poi mi ha convinta a cenare insieme in un ristorante, prima però siamo passati a casa sua, a Riano, per bere qualcosa. Ricordo solo di avere bevuto, dopo di che non ricordo altro. Solo che il giorno dopo mi ha accompagnata a prendere il treno per Frosinone e che mi ha detto che la sera prima ero così stressata che sono crollata addormentata. Quando la polizia mi ha mostrato il video, ho capito tutto ciò che avevo trovato oscuro”. 

Sarà sentita a marzo la terza vittima, in realtà la prima, di Capranica, anche lei caduta nella “trappola” di Manuali, anche lei informata dai poliziotti che sul cellulare dell’imputato hanno rinvenuto un video girato mentre era incosciente. Era settembre del 2022.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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