Sinfonia d’archi abbandonata
Viterbo – Dall’aiuola alla Sinfonia d’archi, la macchina di Santa Rosa che attraversò Viterbo tra il 1991 e il 1997. Da via Matteotti al Poggino. Un unico trait d’union: stupore e incuria.
Stupore, perché quel che si fa poi lo si dimentica. In mezzo a una strada, come l’aiuola di via Matteotti, all’apparenza del tutto inutile, se non addirittura assurda. Oppure nel bel mezzo di una rotatoria. Come per Sinfonia d’archi, un pezzo. Collocato in fondo a Viterbo, di lato alla zona industriale. A prendersene cura dovrebbe essere il comune. L’incuria, invece, manco a dirlo. Sta sotto gli occhi di tutti.
Viterbo – Sinfonia d’archi abbandonata
Sta invece lì, con l’erba alta che gli cresce attorno, pure d’inverno, in cima a un’impalcatura che somiglia sempre più a un catafalco. Sotto l’epigrafe che ne ricorda costruttore, ideatore, garante, strutturisti e illuminazione. Attorno un ulivo, con tanto di succhioni, e tre cipressi. A mo’ di sepoltura. Un altro mirabile esempio di buona amministrazione. Il gusto amaro dell’abbandono.
Daniele Camilli
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– L’aiuola nel deserto di via Matteotti… vuota, inutile e ingombrante

