Dario Angeletti
Tarquinia – Omicidio di Tarquinia, ritorno in carcere e sconto di pena per Claudio Cesaris grazie all’accoglimento della richiesta di concordato in appello da parte dell’imputato. Da 25 anni e due mesi di reclusione a 21 anni e mezzo.
Cesaris è l’assassino del professor Dario Angeletti, il professore universitario ucciso con due colpi di pistola sparati a bruciapelo il 7 dicembre 2021 al parcheggio delle Saline, per “gelosia, ossessione e rancore” nei confronti della ricercatrice che lo aveva lasciato trasferendosi da Pavia a Viterbo dove aveva stretto amicizia con la vittima che era un suo collega di lavoro.
Condannato in primo grado a 25 anni e due mesi, Cesaris ha ottenuto oggi una riduzione a 21 anni e sei mesi di reclusione, grazie all’accoglimento della richiesta di concordato in appello della difesa, che ha lasciato inalterate le statuizioni civili, ovvero il risarcimento da quantificare in sede civile ai familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Rodolfo Bentivoglio, con una provvisionale di 600mila euro per la moglie e i due figli (200mila euro ciascuno), 140mila per le due sorelle (70mila euro ciascuna) oltre a 25mila euro per la parte civile Unitus.
Per Cesaris, inoltre, in virtù dei termini della sentenza, con la decadenza dell’attuale misura cautelare potrebbero riaprirsi le porte del carcere, dopo avere trascorso gli ultimi mesi ai domiciliari a casa della sorella per gravi motivi di salute. Ferma restando la facoltà per l’imputato, attraverso i difensori Michele Passione di Firenze e Alessandro De Federicis di Roma, di presentare successivamente istanza al tribunale di sorveglianza per una misura meno afflittiva.
Silvana Cortignani
Claudio Cesaris
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

