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Vannacci sospeso dall’incarico per 11 mesi

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Roma – Il generale dell’esercito Roberto Vannacci è stato sospeso dall’impiego per 11 mesi con detrazione di anzianità e dimezzamento dello stipendio.

Il generale Roberto Vannacci

Il generale Roberto Vannacci


Il provvedimento è stato adottato dal ministero della difesa al termine del procedimento disciplinare avviato lo scorso 30 ottobre nei confronti di Vannacci. Secondo la Difesa, infatti, il libro ‘Il mondo al contrario’ scritto dal generale denoterebbe “carenza di senso di responsablità” e avrebbe determinato una “lesione del principio di neutralità/terzietà della forza armata, compromettendo il prestigio e la reputazione dell’amministrazione di appartenenza e ingenerando possibili effetti emulativi dirompenti e divisivi nell’ambito della compagine militare”.

Il legale del generale Vannacci fa sapere che presenterà ricorso immediato al Tar de Lazio con richiesta di sospensiva: a suo dire, il provvedimento disciplinare adottato dal ministero della difesa sarebbe in contrasto con il diritto alla libera manifestazione del pensiero.

Nei giorni scorsi il generale è finito al centro di una bufera quando sono state rese note quattro indagini aperte nei suoi confronti. A quanto si apprende, Vanancci è infatti indagato a Roma per alcune affermazioni scritte nel libro ‘Il mondo al contrario’ per le quali si contesta il reato di istigazione all’odio razziale.

Ci sarebbero poi altre tre indagini sul suo conto dalla procura militare, quella ordinaria e dalla magistratura per delle presunte “spese pazze” del generale ai tempi in cui si trovava a Mosca come addetto militare tra il febbraio 2021 e il maggio 2022. La permanenza di Vannacci in Russia è poi terminata con un atto di espulsione del presidente Putin che aveva mandato via dal paese 24 diplomatici in risposta ad una mossa analoga adottata dal governo dell’allora premier Mario Draghi.

Tra i primi a prendere le difese del generale Vannacci, com’era prevedibile, c’è Matteo Salvini. Il leader della Lega ha commentato così la notizia su X: “Un’inchiesta al giorno, siamo al ridicolo, quanta paura fa il Generale? Viva la libertà di pensiero e di parola, viva le forze armate e le forze dell’ordine, viva uomini e donne che ogni giorno difendono l’onore, la libertà e la sicurezza degli italiani”.

Non si è però fatta attendere la risposta del ministro della difesa Guido Crosetto a Salvini. “Uscirà una nota della difesa che spiega ai non pratici in materia che parliamo di procedimenti partiti mesi fa, che avvengono in modo automatico e che sono totalmente esterni dall’input dell’autorità politica perché partono da un’autorità tecnica – ha detto il ministro Crosetto -. Una volta che tutte le informazioni saranno disponibili magari i commenti saranno più appropriati. Per quanto mi riguarda tra un po’ finirò le guance da porgere”. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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