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“Grande successo di partecipazione per la proiezione del film russo Il testimone”

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Montefiascone

Montefiascone


Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Alla fine, la proiezione che “Non si doveva fare”, c’è stata, ed è andata anche molto bene, raggiungendo gli obiettivi che gli organizzatori si erano prefissati: ampia partecipazione, visione, dibattito, confronto con i partecipanti e gli intervenuti da fuori.

Un successo che dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che nonostante i tentativi di censura politica e mediatica e di narrazione unidirezionale, i cittadini, se chiamati a essere presenti, si ritrovano volentieri a confrontarsi senza isterismi su temi su cui dovremmo essere sempre interpellati. E questi temi, che vanno dalle misure sanitarie a quelli della partecipazione a conflitti in corso, sono più che mai vitali, in tutti i sensi: vitali perché l’oggetto finale sono i nostri corpi e le nostre vite, essenziali perché senza questo dibattito la democrazia diventa uno slogan e una scorza vuota.

Torniamo al pomeriggio di domenica 10 marzo, dove dalle 16, al cinema Gallery di Montefiascone, i membri del Clic (Comitato spontaneo liberi cittadini), hanno organizzato la proiezione del film Il testimone (produzione Russia, 2023) diretto da David Dadunashvili, davanti a una sala piena con partecipanti arrivati dalla provincia, nonostante i temporali e le perturbazioni di una giornata poco clemente col fattore meteo.

Come gli organizzatori avevano sottolineato, questo evento voleva mettere in evidenza tre forti no, alla censura, alla russofobia e alla guerra.

Nonostante i grotteschi tentativi di qualche politico della destra locale (che però era già riuscito a far calare la censura indiretta a febbraio), questa volta tutto è andato liscio, e i surreali inviti alla censura sono andati a vuoto. Qualche volta la democrazia e le nostre leggi tengono ancora, “Se lottiamo per farle rispettare”, si diceva tra gli organizzatori felici per il risultato.

Prima della proiezione e delle breve presentazione di contesto, ecco allora delle voci dirette dal Donbass, con Andrea Lucidi e Vincenzo Lorusso, collegati in diretta dalle zone di guerra. Testimonianze preziose che hanno permesso di capire come tanti giornalisti cerchino di fare ancora con coraggio e dedizione il proprio lavoro di informazione, rimanendo in prima linea e cercando il più possibile di far parlare la realtà che vivono e le persone che incontrano (interessante a questo punto anche il lavoro di Vincenzo Lorusso che in questi giorni distribuiva il proprio documentario sul Donbass, ricco di estratti, interviste e testimonianze raccolte in questi ultimi 10 anni di lavoro sul campo).

Quindi il film che, come molti hanno riportato dopo la visione, è stato un vero pugno nello stomaco per la totale assenza di retorica sulla guerra, per la sua crudezza e per la mancanza di epica bellica che di solito invece infarcisce e tracima dalle produzioni occidentali e in ogni caso dalle quelle smaccatamente propagandistiche. Se quindi il primo punto era capire se fosse un film di propaganda russa, in molti sono rimasti stupiti dal fatto che invece fosse stato fatto questo tipo di accostamento.
Si parla invece di guerra e di come questa sia abominevole, di come la violenza in essa non abbia niente di bello, di nobile, di utile. Come la vita quando finisce nelle grinfie di menti manipolate e preparate per la guerra, perda il suo senso e finisca svilita nel fango, senza vincitori né vinti.

Un film duro, difficile da mandare giù, in cui non c’è l’eroe russo che risolve magicamente tutto con i suoi superpoteri. Spiazzante rispetto a quello che ci continuano a raccontare i difensori della sana moralità occidentale.

Molti del pubblico, tra cui anche Russi, Ucraini, Moldavi, Bielorussi, poi si sono ritrovati a discutere al dibattito in coda al film come al bar fuori dalla sala, dimostrando con passione e consapevolezza la differenza abissale che c’è tra chi si sente parte di un unico popolo e chi vuole dividerli in ogni modo con la guerra.

Clic – Comitato spontaneo liberi cittadini


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