Viterbo – In attesa di giovedì 21 marzo, quando all’Unitus alle 17 verrà presentato il premio dedicato al maestro Paternesi e sarà inaugurata la mostra “Ti accolgo nel cuore”, abbiamo chiesto alla figlia di Alessio, la giornalista Monica Paternesi, un ricordo del padre – Scrivo per mestiere da più di 40 anni ma quando il direttore di Tusciaweb, Carlo Galeotti mi ha chiesto di scrivere una cosa su papà sapevo che sarebbe stato complicato.
Monica Paternesi
Però a Carlo Galeotti è difficile dire di no. E quindi ci provo. L’occasione è quella di questa bellissima iniziativa dell’Università della Tuscia. Un nuovo evento che mi riempie di orgoglio e di gratitudine come quelli che si sono succeduti in questi mesi, da Sutri, a Civita Castellana, alla provincia di Viterbo e per i nuovi, già annunciati e che sono in preparazione. Tutti nel suo territorio.
Perché ho capito che quel papà, le sue opere, il suo percorso d’artista (tre parti inscindibili di lui) non piacevano tanto solo a me e a una moltitudine di sconosciuti in tutte le parti del mondo dove aveva esposto e presentato i suoi quadri e sculture, ma a molte persone, nella sua terra, nei luoghi da dove veniva e dove è tornato, nei posti dove tutti lo conoscevano davvero.
Alessio Paternesi
Quel maestro Paternesi così cortese con chiunque e così volontariamente ruvido con chi non stimava, ma sempre aperto per tutti. Il pittore Alessio Paternesi e il papà con il quale a 8 o 10 anni partivo il fine settimana per trascorrere pomeriggi per me interminabili in gallerie all’altro capo della penisola, mentre organizzava mostre e iniziative.
Paternesi che tornava sempre nella sua Tuscia. L’artista che tentava sempre, e quasi sempre invano, di convincere tutte le donne di famiglia a posare per lui. Mai resistito per più di 15 minuti. Quel papà che aveva un rapporto francescano con gli animali, uccelli, cani, gatti: si sono sempre parlati; e con le piante: cresceva qualsiasi cosa piantasse.
Papà, delle cui opere mi sembrava sempre di capire il linguaggio e i messaggi. Quell’artista e quel papà che ha sempre combattuto per essere libero. Anche se poi costa un po’. Ma, e ora si vede, sembra ne sia valsa proprio la pena.
Monica Paternesi

