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“All’inizio c’era chi non voleva salire in ascensore con me…”

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Viterbo – “Quando sono arrivato all’Europarlamento non volevano nemmeno entrare in ascensore con me”. Non un buon inizio, ma l’ingresso nella balena europea, per Nicola Procaccini è andato così. Ed è così che è iniziato il suo spettacolo al teatro San Leonardo, Cronache dal ventre della balena.


Nicola Procaccini al San Leonardo

Nicola Procaccini al San Leonardo


Stasera alle 18, in scena il racconto dell’europarlamentare Fratelli d’Italia, della sua esperienza in Europa. Ma anche l’idea di come potrà essere.

La sala è piena, le persone all’esterno del San Leonardo fanno immaginare che ci sia un personaggio tv o magari direttamente dall’ultimo Sanremo. Il personaggio c’è, ma è politico, che comunque dimostra di saper calcare bene il palcoscenico, conosce i tempi e per la narrazione, l’esperienza politica aiuta. Più di un copione.


Nicola Procaccini (FdI) al San Leonardo - Mauro Rotelli

Nicola Procaccini (FdI) al San Leonardo – Mauro Rotelli


Dalla prima fila in giù c’è tutto lo stato maggiore di Fratelli d’Italia, qualcuno sale anche sul palco, come Mauro Rotelli, deputato e presidente della commissione Ambiente.

Moby Dick il film, per cominciare, poi il Moby Dick in musica, quello del Banco, sarà la colonna sonora dell’intera serata.

“Nel 2019 – ricorda Procaccini – quando sono arrivato, fra le persone c’era chi non saliva in ascensore con me”. Forse perché proveniva da destra. “Sono stato sottoposto anche al cordone sanitario”. Procedura che con la sanità o la salute non c’entra molto. “Dovevo presiedere per i Conservatori la commissione si rapporti con i paesi del Nord Africa – ricorda Procaccini – ma il giorno dell’insediamento, mentre stavo salendo sul palco, sento un’eurodeputata di sinistra che invoca il cordone sanitario.


Nicola Procaccini al San Leonardo


Quindi si va a votazione e la maggioranza lo approva. Un termine medico per dire che c’è una persona che la pensa in modo diverso dagli altri e quindi lo si considera malato, lo si allontana”. A metà legislatura, al Parlamento europeo si scambiano i ruoli. “Passo a coordinare la commissione Libe”. Ovvero, commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni.

“Argomenti divisivi – continua Procaccini dal palco – come l’immigrazione. E qui, se spieghi che vuoi fermare quella illegale, vuol dire che sei un pazzo. Entra chi ha diritto e non quelli che decidono gli scafisti”. Parte da un quartiere belga, Molenbeek. “ A 17 minuti dal parlamento. Dove le scritte sono in arabo, le donne, che hanno il volto coperto, possono salire sui bus, ma solo in fondo”. Un segnale, per l’europarlamentare, di come si stiano perdendo i valori europei. Accade anche nella vicina Francia: “Il manifesto che immortala Les Invalide. È scomparsa la croce, per non offendere chi lo guarda. Un luogo sacro e patriottico. La Francia smette d’essere se stessa per diventare qualcos’altro”.


Nicola Procaccini (FdI) al San Leonardo - Il pubblico


E allora le parole di Papa Giovanni Paolo II, quando ha esortato l’antica Europa a essere se stessa.

Nel racconto dei cinque anni in Europa, l’esperienza in commissione Ambiente. “Il Green Deal ha caratterizzato questo mandato e parte da una idea secondo cui gli uomini fanno male alla natura. Folle. Il timore pure che il pianeta possa essere distrutto anche da una scoreggia delle mucche.

Poi a fine legislatura, gli agricoltori si sono incazzati, Strano”.

Lo aiuta, sul tema, Mauro Rotelli. Sul palco ricorda il regolamento europeo per gli imballaggi. “Penalizza – dice Rotelli – solo l’Italia. Il nostro sistema si basa sulla raccolta differenziata, recuperiamo, non avendo materia prima. Abbiamo raggiunto percentuali di recupero straordinarie, più alte in Europa. Ora non va bene più il riciclo, ma si passa al riuso. Quindi si torna al vuoto a rendere”.


Mauro Rotelli e Nicola Procaccini al San Leonardo

Mauro Rotelli e Nicola Procaccini al San Leonardo


Le batterie elettriche e i danni all’ambiente dove si producono, a cominciare dal caso dell’Indonesia.

C’è spazio per musica e i ricordi. Paolo Colli, fondatore di Fare Verde. Morto.

“Ci faceva capire come dalle piccole cose passasse la visione di una comunità che lotta, per difendere ciò che di bello ci circonda. Diceva che si deve dare voce a chi non vota, il mare, l’ambiente. Per dire che nessuno è più ecologista di noi”. E che: “Lezioni d’amor d’Europa non li prendiamo da nessuno”. E parte un video con il discorso sull’Europa da parte di Giorgio Almirante. Parte l’applauso dalla sala.

La parte finale, l’ultimo anno alla guida del gruppo Conservatori europei e l’idea di come non vorrà mai l’Europa. “Non gli stati uniti d’Europa, noi diciamo no a mere entità amministrative, semplici corpi regionali”.


Nicola Procaccini al San Leonardo


La chiusura con Pierpaolo Pasolini, la sua ultima poesia. Saluto e augurio. La recita tutta, accompagnato alla tastiera. “Scrive un testamento spirituale e politico, mi commuove ogni volta. La scrive poco prima di morire e non consegna il suo testamento a un intellettuale, ma a un ragazzetto fascista. Individua in lui chi forse in maniera acerba era in grado di recepire il messaggio da tramandare oltre la morte. Ripete più volte tre imperativi: difendi, conserva prega”.

Più avanti, 1989, il crollo del muro di Berlino, da dove l’esperienza politica è partita. La musica degli Scorpions eseguita dal vivo, Wind of change. Dietro le immagini dell’epoca. Per guardare avanti. 

Giuseppe Ferlicca


– L’Europa secondo Nicola Procaccini a teatro

 


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