Viterbo – “I 14 milioni l’anno per l’arsenico diventeranno 16, serve lo stato di calamità naturale”. L’amministratore unico Talete Salvatore Genova lo va invocando da tempo.
Salvatore Genova
La potabilizzazione delle acque ha costi che sono divenuti insostenibili e la presenza in molti comuni della sostanza nell’acqua è una calamità naturale a tutti gli effetti.
Adesso la società idrica chiede alla regione che sia riconosciuta ufficialmente e beneficiarne economicamente sul fronte costi.
“L’abbiamo già chiesta in via ufficiale nelle varie riunioni, perché i costi già elevati per la potabilizzazione aumenteranno”. Qualcosa in regione è stato fatto, un emendamento al bilancio firmato dal vicepresidente del consiglio Enrico Panunzi (Pd), ma il problema va affrontato in modo strutturale.
Genova è tornato sull’argomento anche l’altro giorno a Civita Castellana alla presentazione dei primi risultati di un progetto che ha come obiettivo la potabilizzazione dell’acqua attraverso l’uso della sansa d’oliva.
“Un qualcosa di molto interessante, che s’innesta in un percorso avviato e che potrebbe portare benefici, a cominciare dai costi di gestione completamente diversi, ma non è un progetto attuabile nell’immediato”.
Nel frattempo Talete è in un loop dal quale non riesce a uscire: “Come fa la società a venirne fuori? Non riesce a investire per i costi della potabilizzazione. Non dovrei essere nemmeno io formulare la richiesta di calamità naturale, dovrebbe essere riconosciuta”.
Quando sono arrivati i potabilizzatori si sapeva che il conto sarebbe stato salato. I finanziamenti sono arrivati, ma solo nei primi due anni in modo sistematico.
“Oggi Talete è un soggetto attuatore di progetti pubblici, ci sono stati riconosciuti finanziamenti in diversi ambiti, ma quella criticità resta ed è un tema urgente da affrontare”.
Sono i numeri a parlare. “I 14 milioni necessari ogni anno rappresentano il 30% dei costi. I cittadini lo devono sapere, non è un gioco, sono difficoltà reali”.
In aiuto dovrebbero arrivare i privati, con la cessione del 40% di quote. “Ma il privato arriverà fra due anni. Come amministratore mi devo porre il problema di come gestire la situazione adesso. Perché lo ripeto, i costi aumenteranno, con la sottoscrizione del protocollo per la procedura d’infrazione diventeranno 16 milioni.
La regione ha stanziato 12,7 milioni e saranno erogati a fronte della firma del protocollo. Nel frattempo dovremo farci carico dei potabilizzatori di Fabrica di Roma, Bagnoregio, con quei soldi saneremo la situazione.
A regime, gestiremo tutti gli impianti, alcuni sono spenti e vanno messi in funzione e quindi i costi cresceranno. Noi abbiamo acceso i riflettori su un problema reale, Talete rischia di andare ulteriormente in difficoltà”.
Giuseppe Ferlicca
