Viterbo – “La bomba ritrovata in via De Gasperi a Viterbo è uno degli ordigni più grandi mai rinvenuti sul territorio nazionale”.
Luigi Prencipe è il capitano dell’Esercito italiano che coordina il gruppo di artificieri che si stanno occupando dell’ordigno della seconda guerra mondiale scoperto l’altro ieri durante i lavori per la costruzione di un complesso immobiliare in via Alcide De Gasperi 11. Una bomba sganciata da un aereo inglese e rimasta sottoterra per 80 anni. A tirarla fuori un escavatore dell’impresa Saggini che ha subito allertato le forze dell’ordine intervenute sul posto.
Ieri pomeriggio la conferenza stampa in prefettura dove il prefetto Gennaro Capo, assieme a lui anche la sindaca Chiara Frontini, così come le forze dell’ordine e militari, ha comunicato che in occasione della bonifica la popolazione verrà evacuata. Devono tuttavia essere ancora decisi data e zona interessata dall’operazione.
Viterbo – Il capitano Luigi Prencipe
Che tipo di ordigno è quello ritrovato in via De Gasperi?
“Con gli artificieri dell’Esercito italiano stiamo conducendo un’attività di bonifica occasionale. L’ordigno che è stato rinvenuto risale al secondo conflitto mondiale. Le dimensioni sono notevoli ed è uno degli ordigni più grandi mai rinvenuti sul territorio nazionale”.
Come avverrà la procedura di bonifica?
“La cosa più importante è l’operazione che abbiamo messo in atto, ossia la messa in sicurezza dell’ordigno. E l’ordigno, in questo momento, è in sicurezza”.
Per quale motivo la bomba non è esplosa quando è stata sganciata?
“Statisticamente una percentuale degli ordigni che venivano lanciati al tempo aveva una buona probabilità di non esplodere”.
I motivi?
“Possono essere diversi. Motivi di natura fisica, il contesto in cui l’ordigno viene lanciato, come è stato costruito, le condizioni del momento. Diverse cose”.
Viterbo – La bomba in via Alcide De Gasperi – Gli artificieri al lavoro
L’evacuazione interesserà il raggio di azione della bomba oppure sarà più ridotto?
“Al momento non abbiamo ancora lavorato sulle distanze, ma ci siamo concentrati sulla messa in sicurezza dell’ordigno. Ci saranno poi diverse riunioni durante le quali lavoreremo per tirare fuori un piano che metta la popolazione di Viterbo nelle migliori condizioni di sicurezza, creando meno disagi possibili”.
In base alla sua esperienza, quanto tempo ci vorrà per concludere tutto l’iter di bonifica?
“L’esperienza conta tanto, ma ogni caso è a sé. Non riesco quindi a darle una tempistica precisa. Ogni ordigno ha caratteristiche diverse e va trattato in maniera diversa. Per questo motivo ci rifacciamo a una dottrina Nato nazionale. E dobbiamo essere certi e sicuri di fare tutte le manovre nel migliore dei modi possibile”.
Daniele Camilli
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