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Cammarata e Pecora si sono schiantati al suolo poco dopo il decollo dall’aviosuperficie

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Vejano – Due amici uniti dalla passione del volo, dell’alta quota e dei panorami mozzafiato. Quelli che erano soliti postare sui loro social, diario di bordo di una vita vissuta tra le nuvole. Due amici uniti da un tragico destino, che ha spezzato loro la vita sabato pomeriggio. Una manciata di secondi dopo il decollo dall’aviosuperficie Alituscia di Vejano e il terribile schianto al suolo con un ultraleggero P-92 della Tecnam. Per Alessandro Pecora, 62 anni, e Giosuè Cammarata, 59, non c’è stato nulla da fare. 

Giosuè Cammarata e Alessandro Pecora

Giosuè Cammarata e Alessandro Pecora


E ora il saluto riservato ai piloti è tutto dedicato a loro. “Cieli blu”, l’addio che in queste ore di dolore e strazio sta inondando i social. Mentre gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza sui loro ultimi istanti di vita. 

Partiti sabato attorno alle 13 da Fiano Romano, sono arrivati a Vejano, nel campo che ospita l’aviosuperficie, dove si sono fermati a pranzo. Un’ora dopo, il nuovo decollo per fare ritorno a casa. Poi il terribile schianto a poche centinaia di metri, ad accorgersi del velivolo in avaria un altro pilota, partito da quella stessa pista, che ha subito chiamato i soccorsi. Purtroppo vani. All’arrivo del personale sanitario, dei vigili del fuoco e dei carabinieri uno dei due corpi è stato estratto dalle lamiere.

Ora l’area dell’incidente, impervia e difficile da raggiungere, è sotto sequestro. Così come la carcassa dell’ultraleggero. Si dovranno chiarire le cause della caduta, se siano state anomalie tecniche o se si sia trattato di un errore umano. 

Vejano - Precipita ultraleggero - I vigili del fuoco sul posto

Vejano – Precipita ultraleggero – I vigili del fuoco sul posto


Alessandro Pecora, dopo la specializzazione alla Sapienza, era divenuto ricercatore al dipartimento di Fisica e tecnologie del Cnr. Aveva una solida formazione in Spettroscopia di superficie. Meno di un anno fa, celebrava il suo primo volo da solo, condividendo la gioia e le sue avventure aeree sui social. Entusiasmo per il volo, che si rifletteva nei post pubblicati, da migliaia di visualizzazioni, commenti e apprezzamenti. 

Anche Giosuè Cammarata condivideva questa stessa passione. Una vita vissuta tra le nuvole, in alta quota. Nato a Francoforte sul Meno ma di origini siciliane, era un imprenditore edile, con moglie e figli adolescenti. Ed erano i suoi affetti, la sua più grande passione. Tutte documentate dai social. Le avventure con la famiglia, i viaggi in posti esotici, la passione per le due ruote. E ovviamente, il volo. Il 2018 segna per lui la realizzazione di un sogno: l’acquisto di un ultraleggero più grande, un desiderio espresso con gratitudine verso gli amici della Tecnam.

Eliambulanza

Eliambulanza


Ora i loro corpi sono entrambi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nelle prossime ore la procura di Viterbo, che indaga sull’accaduto, dovrà decidere se disporre l’autopsia. 

“Ho aspettato tutta la notte nutrendo la vana speranza di un errore giornalistico. Sabato, nel corso di un volo vicino Viterbo, il piccolo aereo su cui volava è precipitato. Se ne è andato un ricercatore ed innovatore brillante, una persona per bene, un amico grande. Ciao Alessandro” scrive di lui un collega del Cnr. “Hai vissuto la tua vita al massimo e per questa grande passione hai abbandonato per sempre tutti noi! Ti voglio bene e mi mancherai tanto” il ricordo di Giosuè.

L'aviosuperficie Alituscia di Vejano

L’aviosuperficie Alituscia di Vejano


Il drammatico incidente di Cammarata e Pecora, riporta alla mente altri disastri passati. Come quello in cui persero la vita nell’agosto del 2011, il 45enne di Vitorchiano Riccardo Cori e la 31enne di origini ungheresi Eszter Mohacsi. Anche loro erano partiti dall’aviosuperficie di Vejano con uno Sky Arrow, un velivolo di piccole dimensioni, quando giunti all’altezza di Nera Montoro, nel comune di Narni, il mezzo è improvvisamente caduto al suolo. Per loro non ci fu nulla da fare. 

O la tragedia in cui, una manciata di mesi più tardi, morirono Giorgio Mestichelli, 57 anni di Vitorchiano, e Filippo Sini, 39 anni di Narni. L’incidente nel gennaio del 2012, tra Orte e San Liberato. L’ultraleggero Robinson 22 blu su cui i due compagni di viaggio si trovavano precipitò a terra dopo aver tranciato un cavo dell’energia elettrica.

Barbara Bianchi


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