Viterbo – Messaggero, Open e Dagospia. Il caso Frontini-Cavini-Bruzziches finisce sulla stampa nazionale. “Il consigliere denuncia le minacce del marito della sindaca ‘Colpiremo il più debole della famiglia’”, titola Open. L’amministrazione Frontini porta alla ribalta nazionale la città, dopo il caso Sgarbi, di nuovo alla berlina sulla stampa.
“Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. “Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte”. Sono solo due delle frasi che, secondo quanto affermato da Marco Bruzziches e dalla moglie Anna Maria Formini in un loro intervento, sarebbero state dette dal marito della sindaca Fabio Cavini durante una cena nella casa del consigliere. Cena a cui ha preso parte la sindaca. Affermazioni che sarebbero state rivolte da Cavini a Bruzziches stesso che un paio di mesi fa è passato dalla maggioranza all’opposizione anche per i “fatti gravi”, subiti da lui e dalla sua famiglia.
Viterbo – Chiara Frontini e Fabio Cavini
Ad aprire le danze il Messaggero che scrive di “una sorta di piccola riunione politica organizzata per far capire che ogni presa di posizione non era affatto gradita. Il consigliere ‘minacciato’ però ha registrato tutta la conversazione e ieri ha reso pubblici alcuni stralci di quell’audio che adesso è nelle mani della procura: Bruzziches infatti ha deciso di denunciare sia la sindaca che il marito”.
L’articolo del Messaggero
Dopodiché tocca ad Open che titola “Il consigliere denuncia le minacce del marito della sindaca: ‘Colpiremo il più debole della famiglia’”. “Le parole – spiega poi il giornale diretto da Franco Bechis – si inseriscono nello scontro in seno al consiglio dove Bruzziches ha la delega per la valorizzazione del patrimonio immobiliare. A pochi mesi dall’elezione di Frontini nel giugno 2022 però, Bruzziches inizia a manifestare il proprio malumore per l’assegnazione di alcuni lotti comunali. Si apre quindi uno scontro aperto tra la prima cittadina e un pezzo della maggioranza che la sostiene, che inizia a sfaldarsi. E qui, secondo la denuncia presentata da Bruzziches, si sarebbe inserita la cena ‘riparatoria’, durante la quale ha registrato la conversazione. Nella registrazione portata in Procura, il consigliere afferma che a parlare sia Cavini, che sostiene l’attività politica della moglie ma non ricopre alcun ruolo. I magistrati, oltre a chiarire la vicenda, hanno intenzione di scavare più a fondo per capire se quelle frasi sono uno sfogo estemporaneo, giunto al culmine di una lite, o vanno piuttosto inquadrate in un sistema più articolato, un modus operandi per affrontare questioni politiche e risolvere le discussioni”.
L’articolo di Dagospia
“Si tratta di frasi pronunciate non in una sede pubblica o ufficiale, bensì durante una cena tra amici nella quale non è prevedibile che i commensali registrino i colloqui”, ha replicato la sindaca Frontini, “il semplice fatto che il consigliere abbia provveduto a registrare il nostro colloquio mi fa ritenere che vi era da parte sua già un preciso intento di poterne farne un uso politico a mio discapito. Nel comunicato si riportano frasi singolarmente estrapolate e prive di riferimento all’effettivo contesto. I fatti sono oggetto di indagine, tutt’ora in corso, quindi con i relativi doveri di segretezza da parte delle persone informate”.
L’articolo di Open
Infine Dagospia che ha ripreso anche alcune fotografie di Tusciaweb togliendo il copyright dallo scatto. Dagospia riporta estratti dell’articolo del Messaggero, titolando: “Non siamo dei principianti. Se voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e lo vado a colpire”. Le minacce di Fabio Cavini, marito della sindaca di Viterbo Chiara Frontini, a un consigliere della maggioranza, Marco Bruzziches”. Come dire un ottima immagine a livello nazionale.
Articoli: Chiara Frontini: “Chi, in una cena, in un ambiente amicale non si lascia andare a iperboli, battute?” – “Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



