Il contatore lungo viale Raniero Capocci
Viterbo – Contatore in bella vista lungo viale Raniero Capocci all’altezza di porta Romana.
Viterbo – Il contatore lungo viale Raniero Capocci
Un bel quadretto fatiscente lungo viale che costeggia le mura medievali. Una composizione artistica non da poco che si affaccia sul marciapiedi nuovo di zecca voluto dall’amministrazione della sindaca Chiara Frontini. La spianata di lastroni ad est della città dei papi.
Viterbo – Il cerchione a ridosso del contatore lungo viale Raniero Capocci
A un certo punto, a pochi passi dall’abside della chiesa di San Sisto, laddove il marciapiedi commemora cinta muraria e torri. Ci sono 6 cassette per i contatori della luce. In alto a destra una porta che dovrebbe aprire a una specie di centralina e accanto, incastrato lungo le scalette che portano alla stessa anche il cerchione di una macchina. Così, tanto per chiudere la performance.
Viterbo – Il contatore lungo viale Raniero Capocci
Una di queste cassette è aperta, con tanto di interruttore che chiunque potrebbe abbassare, alzare, abbassare, alzare, abbassare, alzare… così, quanto gli pare. A ripetizione, ripetendosi pure l’adagio abbassare, alzare, abbassare, alzare… come Amanda Sandrelli nel film Non ci resta che piangere con Massimo Troisi e Roberto Benigni. Magari, divertendosi pure. Poi se quell’interruttore dovesse servire ad attivare e spegnere le indicazioni per i parcheggi che stanno lì a un passo, sai che divertimento. Ma non sarebbe il caso di chiuderla, visto che è ridotta così da qualche giorno? Oppure, in tempo di civismo, è un modo come un altro per far partecipare i cittadini alla cosa pubblica, che accendi e spegni come vuoi. E se ti serve, trovi pure un cerchione per la macchina. Non si sa mai.
Daniele Camilli



