Montalto di Castro – Emiliano e Roberto sono morti annegati in mare. Resta in piedi l’ipotesi che il barchino a remi con cui erano usciti per una battuta di pesca in notturna possa essere stato speronato. Motivo per cui le indagini proseguono. Ma sulla morte per annegamento non ci sarebbero dubbi, almeno in base alle prime indiscrezioni relative all’autopsia effettuata ieri sui corpi di Roberto D’Ascenzi ed Emiliano Brinchi, i due amici di Montalto di Castro e Capodimonte, di 60 e 57 anni, i cui cadaveri sono stati ritrovati mercoledì mattina sulla spiaggia delle Murelle. I familiari chiedono che si faccia “piena luce” su cosa è successo in mare la notte tra il 19 e il 20 marzo.
Montalto di Castro – Il ritrovamento dei corpi – Da sinistra: Roberto D’Ascenzi ed Emiliano Brinchi
Cosa sia successo la notte tra il 19 e il 20 marzo resta ancora da stabilire, ribadisce l’avvocato Angelo Di Silvio, che assiste il fratello di Brinchi e il figlio di D’Ascenzi e che ha nominato come consulente di parte il dottor Domenico Spagnolo del policlinico Agostino Gemelli di Roma.
“Sono morti per annegamento, c’erano schiuma e acqua nei polmoni. E i corpi non presentavano contusioni particolari, né fratture”, spiega il legale. Anche se per avere i risultati definitivi bisognerà aspettare ancora alcune settimane, ovvero il deposito della relazione dei due consulenti nominati dalla pm Katia Marino della procura della repubblica di Civitavecchia. Sono la dottoressa Martina Padovano e il dottor Matteo Scopetti del dipartimento di medicina legale dell’università La Sapienza di Roma, che hanno eseguito gli accertamenti tecnici sulle salme trasferite all’obitorio del Verano.
L’ipotesi “delittuosa” per ora non viene meno. Il sostituto Marino, disponendo l’autopsia, come è noto ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti, affidando le indagini alla capitaneria di porto, chiedendo espressamente ai medici legali Scopetto e Padovano “ove possibile, la dinamica di un eventuale fatto delittuoso ed il suo nesso casuale con il decesso”.
“Emiliano e Roberto sono morti per annegamento – dice ancora una volta Di Silvio – e sui loro corpi non c’erano contusioni particolari. Ma resta da capire come sia potuto succedere che un barchino a remi come quello con cui sono usciti a pesca, da un massimo di due metri d’acqua, si sia rovesciato, provocando l’annegamento di entrambi i passeggeri”.
“Il barchino potrebbe essere stato speronato”, conclude il legale.
“Per questo chiediamo che venga fatta piena luce in questa direzione, anche se capiamo le difficoltà del caso. D’Ascenzi e Brinchi potrebbero non essere stati i soli, quella notte, ad essere usciti in barca nelle acque prospicienti il litorale di Montalto”.
Silvana Cortignani
L’avvocato dei familiari, Angelo Di Silvio

