Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Oggi non ha certo l’importanza che aveva nella civiltà contadina quando certe mercanzie si potevano trovare una volta all’anno, tuttavia la Fiera dell’Annunziata conserva ancora per i viterbesi il suo fascino di festa primaverile che invita ad uscire all’aria aperta per curiosare tra le bancarelle e comprare almeno il “cartoccio” di frutta secca per non tornare a casa a mani vuote.
Viterbo – Fiera dell’Annunziata
Le origini di questa fiera risalgono alla prima metà del secolo XVII e sono strettamente legate alla chiesa di Santa Maria delle Fortezze, che oggi vediamo mutilata dai bombardamenti del 1944, i cui resti architettonici e decorativi ancora ci parlano di quella che doveva essere la bellezza di questo tempio edificato agli inizi del secolo XVI.
La chiesa e un piccolo convento furono concessi nel 1577 ai frati Minimi di San Francesco di Paola che, con il loro stile di vita improntato a radicale povertà e spirito di penitenza, raccolsero ben presto la stima e l’ammirazione dei viterbesi.
Nel luglio del 1634 i frati, probabilmente raccogliendo i desideri del popolo, inoltrarono al consiglio comunale di Viterbo la richiesta di poter fare “una fiera libera nel luogo delle Fortezze per il giorno dell’Annunziata… ai giorni due avanti e due dopo la medesima festa”.
La richiesta fu accolta favorevolmente dal consiglio e il 25 marzo 1635 si tenne la prima fiera di merci e bestiame nel prato, allora libero da costruzioni, che dalla chiesa delle Fortezze si estendeva fino a Santa Maria in Gradi.
Viterbo – Fiera dell’Annunziata
Nei cinque giorni della fiera frequentata da venditori e compratori provenienti da tutto il circondario venivano concesse notevoli agevolazioni fiscali che favorivano il commercio in un tempo in cui non era facile offrire e reperire generi di consumo e attrezzature indispensabili per il sostentamento e per il lavoro.
Per la straordinarietà dell’evento le autorità comunali dato che “sarebbero affluiti tanti forastieri che potevano venire e partire liberamente con le robbe e gli animali” predisposero un servizio d’ordine rafforzato per sorvegliare le strade di acceso alla fiera. Evidentemente i borseggiatori non mancavano nemmeno a quei tempi.
Don Mario Brizi

