Roma – “La Russia continua a perseguitare gli oppositori politici, questo merita la nostra condanna”. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sull’aggressione subita da Leonid Volkov, stretto collaboratore di Navalny.
Alla fine dell’incontro “Le nuove schiavitù – Convegno sulla tratta” tenutosi oggi all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, il ministro è intervenuto sull’aggressione subita martedì dal politico russo Leonid Volkov, braccio destro del defunto Alexei Navalny, all’esterno della sua casa a Vilnius.
Antonio Tajani
“In Russia conosciamo qual è la situazione – ha dichiarato Tajani -. È successo qualcosa di veramente grave con la morte di Navalny e con l’aggressione anche del suo più stretto collaboratore Leonid Volkov. È la dimostrazione – ha aggiunto – che la Russia continua a perseguitare coloro che si oppongono al regime e questo non può che meritare la nostra condanna”.
Sia Volkov sia i servizi segreti lituani hanno accusato la Russia per l’attacco. Il presidente lituano Gitanas Nauseda aveva commentato l’accaduto enfatizzando la mancanza di paura dei cittadini lituani nei confronti di Putin.
Il portavoce del presidente della Russia, Dmitrij Peskov, ha replicato a Nauseda. “Non c’è bisogno di aver paura di Putin, Putin dovrebbe essere rispettato e ascoltato”, ha dichiarato.
Il politico russo Leonid Volkov
“Stiamo parlando di un incidente accaduto in Lituania. Non possiamo commentare in alcun modo ciò che sta succedendo alla gente in Lituania”, ha risposto, concludendo, il portavoce del Cremlino, Peskov.

