Viterbo – L’artista viterbese Fiorenzo Mascagna, originario di Caprarola, scrive per Tusciaweb un ricordo mentre sono in corso e in programma iniziative dedicate al maestro. Domani alle 17, nel complesso di Santa Maria in Gradi, sarà presentato il Premio Maestro Alessio Paternesi. A seguire è in programma l’inaugurazione della mostra “Ti accolgo nel cuore. Una passeggiata nei giardini di Alessio Paternesi”.
– Alessio Paternesi veniva spesso nel mio studio in via Sant’Egidio 11 a Viterbo ed apprezzava soprattutto le opere che avevano espliciti richiami all’essenziale del mondo primitivo; prediligeva il rapporto legno naturale e travertino.
Si lamentava della fatica che faceva a camminare e si dispiaceva di dover chiedere passaggi per essere accompagnato al Corso, oppure ad una presentazione o peggio a un funerale.
Fino a che è stato aperto “Schenardi” le nostre belle chiacchierate sull’arte sempre più smarrita nei meandri del pressapochismo le facevamo lì.
Fiorenzo Mascagna
Anche quei venti metri di leggera salita per arrivare da me stavano diventando un problema, poi però si sedeva e iniziava il racconto del suo periodo romano, di via Margutta e degli amici pittori sempre alle prese con espedienti per aprirsi il varco nel nuovo. Delle novità ne parlava spesso ma apprezzava quelle contenute nell’alveo della ricerca riconducibile al vitalismo e non alla pura bellezza.
Gli raccontai un giorno di un seminario sul rapporto vitalismo-bellezza che avevo tenuto non molto tempo prima proprio nel mio spazio. Mi sembrò naturale coinvolgere i suoi lavori nel ragionamento che stavo facendo, visto che sono tutti contenuti all’interno di questa ricerca espressiva che ha radici molto lontane, esattamente nel Neolitico. Lo vidi interessato ai collegamenti che stavo facendo tra la sua figurazione ed alcune sculture dell’arte cicladica.
Dopo essersi passato la mano sul ginocchio dolorante disse: “Del vitalismo nell’arte non se ne parla mai, tutti a cercare questa bellezza che, come il latte, dopo due giorni scade”. Aggiunse che avrei dovuto parlare della sua opera in questi termini in una sua mostra antologica. Poi sorrise e mise la sua mano sulla mia spalla: “Ma queste mostre si fanno sempre dopo che sei morto, quindi non potrò ascoltarti”.
Alessio Paternesi
Alessio Paternesi è morto ed è stata inaugurata una bella mostra a Sutri al museo Doebbing in onore alla sua arte. Ho partecipato all’inaugurazione affollatissima, anche troppo direi. Ci sono andato come spettatore.
I suoi lavori che conoscevo, almeno in buona parte, li ho rivisti con piacere, ma per me è stato un po’ trovarlo lì. C’erano i politici ed alcuni relatori che hanno detto certamente qualcosa, ma la pessima acustica della sala non ha fatto ascoltare nulla.
Ho sentito dire sulle scale da più persone e da alcuni politici sempre presenti alle inaugurazioni in grande stile, che le sue opere erano veramente belle. Alessio avrebbe risposto: “Ecco, le mie opere sono tutto, tranne che belle”.
Ripenso alla nostra ultima chiacchierata. Allora non gli feci alcuna promessa che avrei parlato del suo vitalismo in una mostra, tanto non mi avrebbe ascoltato e poi nessuno mi avrebbe invitato a farlo.
Fiorenzo Mascagna

