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“Madonna di Trevignano, la commissione ha lavorato nella completa riservatezza senza contatti con i mass media”

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Trevignano Romano – Un anno di lavoro, un anno di indagini, di approfondimenti svolti nella più totale riservatezza. Un anno per cercare di fare piena luce sui fatti di Trevignano Romano e le presunte apparizioni della Madonna sulla collina di via Campo delle Rose. La commissione d’inchiesta è stata istituita dal vescovo della diocesi di Civita Castellana, Marco Salvi, il 7 marzo del 2023 e mercoledì a un anno esatto di distanza, la pubblicazione del decreto. Risultato di 365 giorni di attività. E nel decreto la parola “fine” all’intera vicenda. Con le presunte apparizioni a Gisella Cardia, classificate ufficialmente come “nulla di soprannaturale”. 

Madonna di Trevignano

Madonna di Trevignano 


“Il decreto – spiega il vescovo Salvi -, è frutto non solo del portato dei lavori della commissione, ma anche delle conseguenze in ambito ecclesiale verificatesi in seguito agli eventi e di altri elementi che hanno contribuito alla sua emissione, seguendo anche le linee guida fornite dalla congregazione per la dottrina della fede, competente in materia. Naturalmente, tutta la vicenda è stata accompagnata dalla mia costante preghiera, affidando alla Beata Vergine Maria il felice esito della vicenda”.

La sua intervista, assieme a quella di monsignor Vittorio Gepponi, appare all’interno di un numero in edizione straordinaria del Cosmatesco, il giornale diocesano. “Lo scorso anno, e precisamente il 7 marzo 2023 il vescovo di Civita Castellana, monsignor Marco Salvi, ha istituito una commissione per effettuare un’indagine previa al fine di approfondire l’eventuale fenomenologia dei fatti che si sarebbero verificati a Trevignano Romano. In realtà – sottolinea monsignor Gepponi -, l’origine di tali accadimenti risale all’anno 2016, quando la diocesi di Civita Castellana era sotto la guida del Vescovo Romano Rossi. Il prolungarsi di questi eventi ha necessariamente richiesto, da parte della commissione, di prendere in mano tutto il lavoro svolto fino a quel momento“.

Il vescovo di Civita Castellana Marco Salvi

Il vescovo di Civita Castellana Marco Salvi


Una commissione formata da professionisti altamente specializzati e che hanno lavorato per mesi, raccogliendo informazioni, dati e testimonianza, nelle più completa riservatezza. “Ciò che posso affermare – prosegue -, è che i membri della commissione d’inchiesta sono tutti altamente specializzati, ciascuno nel proprio ambito d’interesse, e che tutto il lavoro si è svolto nella più completa riservatezza evitando qualsiasi contatto, diretto e indiretto, con i mass media e nel massimo rispetto delle persone coinvolte in questa vicenda”.

“Tra coloro che hanno fatto parte di questa commissione – conclude monsignor Gepponi -, il professor don Massimo Nardello, membro del consiglio di presidenza dell’Associazione Teologica Italiana; il professor P. Gian Matteo Roggio, docente di dogmatica e mariologia presso la Pontificia Facoltà Teologica “Marianum”; il professor don Antonio Dellagiulia, presidente della facoltà di Psicologia dell’ateneo Salesiano; monsignor Vittorio Gepponi, presidente tribunale Interdiocesano dell’Umbria”.

Barbara Bianchi


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