- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Mafia viterbese, boss Rebeshi alla sbarra per false dichiarazioni sulla morte della moglie

Condividi la notizia:


Carabinieri - Nel riquadro: Ismail Rebeshi

Carabinieri – Nel riquadro: Ismail Rebeshi

Viterbo – (sil.co.) – Tutti i nodi prima o poi vengono al pettine. E il boss di mafia viterbese non finisce mai di stupire.

Tra i tanti procedimenti in corso negli ultimi anni a Viterbo e fuori Viterbo a carico di Ismail Rbeshi, il più curioso è forse quello ripreso ieri davanti al giudice monocratico Silvia Bartollini in cui l’albanese quarantenne è imputato di avere “falsificato” la morte della moglie. Per false dichiarazioni sulla morte della moglie.

Una storia vecchia, precedente ai fatti sfociati nei tredici arresti dell’operazione Erostrato del 26 gennaio 2019. Rebeshi deve rispondere, nella fattispecie, di falso per reati commessi nel 2016 e nel 2013, quest’ultimo peraltro sembrerebbe già vittima del colpo di spugna della prescrizione. 

Ieri il boss è comparso in tribunale, in videocollegamento dalla casa circondariale di Cuneo, dove sta scontando al 41 bis la condanna a dieci anni e undici mesi di carcere per associazione di stampo mafioso. Una delle tante collezionate dall’imputato nell’ultimo quinquennio, in cui spiccano anche diverse condanne per droga.

Rebeshi ieri, prima della sentenza, avrebbe dovuto rilasciare spontanee dichiarazioni riguardo alle accuse di false dichiarazioni sulla morte della moglie, ma il giudice è stata costrettta a rinviare dopo l’estate, vista l’assenza del difensore di fiducia Roberto Afeltra e la richiesta di termini a difesa del sostituto recuperato al volo tra gli avvocati presenti in aula. 

È ancora in corso, nel frattempo, il processo a Rebeshi per le minacce di morte a un carabiniere: “Devo lasciare qualche bambino senza padre”. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: