Gradoli – Morta la madre di Paolo Esposito, permesso di due ore all’ergastolano per i funerali. Maria Lorenzini si è spenta mercoledì 27 marzo, due anni dopo il marito, ucciso dal Covid a marzo del 2022. I funerali sono stati celebrati ieri pomeriggio alle ore 15 a Gradoli alla presenza dell’unico figlio della coppia, rimasto ora orfano di entrambi i genitori.
Paolo Esposito ai tempi del processo
Una corsa contro il tempo per gli avvocati Luca Ragonesi e Marco Valerio Mazzatosta, che assistono Esposito, sia per organizzare la celebrazione delle esequie nella settimana santa, sia per ottenere il permesso perché Esposito potesse partecipare e portare un ultimo saluto alla madre. “Ringraziamo il magistrato di sorveglianza di Viterbo che si è immediatamente attivato nonostante lo scarso preavviso”, spiegano i legali.
Lo scorso 2 febbraio, Esposito aveva ottenuto un altro permesso, di un’ora, per recarsi in ospedale a trovare la madre, ricoverata in gravi condizioni a Belcolle. Un altro permesso, sempre della durata di un’ora, gli fu concesso l’8 marzo 2022 per i funerali del padre novantenne, il carabiniere in pensione Enrico Esposito, morto due giorni prima di Covid a Belcolle. All’epoca, nonostante le tre istanze presentate dalla difesa, gli fu negato di andare a trovarlo per un ultimo saluto.
Il volto di Maria Lorenzini, così come quello del marito Enrico Esposito, divenne familiare alle cronache dell’epoca in quanto la donna, assieme al padre di Paolo, non perse un’udienza del processo che si è concluso con la condanna all’ergastolo del figlio per il duplice omicidio di Elena e Tatiana Ceoban.
Enrico Esposito e Maria Lorenzini
Elena e Tatiana, compagna e figliastra di Esposito, sono la madre 36enne e la figlia 13enne scomparse da Gradoli il 30 maggio 2009, i cui cadaveri non sono stati mai ritrovati e il cui delitto non è stato mai confessato dall’ex elettricista di Gradoli – oggi detenuto modello 55enne del carcere di Mammagialla – né dalla cognata-amante Ala Ceoban, oggi 39enne, che ha scontato otto anni per favoreggiamento prima di essere espulsa dall’Italia e rimpatriata in Moldavia, paese d’origine delle due sorelle e della nipote tredicenne svanita nel nulla con la madre.
Oltre alla madre Maria, tra i congiunti di Esposito c’è la figlia Erika, che oggi ha 20 anni, nata dall’unione con Tatiana, che non avrebbe più ripreso i rapporti con la famiglia paterna interrotti quando, iscritta alla prima elementare, fu affidata a una famiglia di Bologna, città dove lavorava la nonna materna, Elena Nechifor, nel frattempo anche lei deceduta, il 2 gennaio 2017, poco più che sessantenne.
Nel 2019 c’era stato un tentativo di far ottenere all’ergastolano un permesso premio, in virtù della buona condotta. Permesso negato dal magistrato di sorveglianza di Viterbo il 14 agosto di cinque anni fa e poi ancora nei successivi gradi di giudizio. Negato perché il 55enne continua a proclamarsi innocente nonostante una condanna definitiva lo inchiodi alle sue responsabilità quindi potrebbe essere socialmente pericoloso, come si legge nella motivazioni della sentenza del 2 febbraio 2021 con cui anche la cassazione ha rigettato il ricorso della difesa.
Il giallo di Gradoli, nel frattempo, senza cadaveri né confessioni, è rimasto giallo. Dei corpi di Elena e Tatiana, ad oggi, nessuna traccia. Si disse sepolte in uno dei fitti boschi dell’Alta Tuscia, gettate in fondo a un pozzo o nelle profondità del lago di Bolsena o di quello di Mezzano.
Silvana Cortignani
Giallo di Gradoli – Tatiana ed Elena Ceoban

