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Omicidio Bramucci, l’accusa punta sulle intercettazioni in carcere

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Soriano nel Cimino – Omicidio Bramucci, al completo la rosa dei sei imputati mentre sui messaggi e le intercettazioni, comprese le ambientali in carcere, che avrebbero tradito le sorelle Bacchio e il resto della banda, si preannuncia battaglia tra accusa e difesa. È il processo scaturito dalla feroce uccisione del pregiudicato freddato a colpi di pistola due estati fa a Soriano nel Cimino.


Omicidio Bramucci - Nel riquadro, da sinistra in alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci

Omicidio Bramucci – Nel riquadro, da sinistra in alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci


Ha preso il via ieri davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo anche il procedimento col giudizio immediato agli ultimi due dei sei imputati di omicidio pluriaggravato in concorso per la morte di Salvatore Bramucci, ucciso vicino casa a colpi di pistola da un commando armato, la mattina del 7 agosto 2022, nelle campagne di Soriano nel Cimino.

Come anticipato, il pm Massimiliano Siddi ha chiesto l’unificazione del procedimento contro il cognato della vittima Dan Constantin Pomirleanu e il pregiudicato romano Alessio Pizzuti a quello già aperto nei confronti della vedova Elisabetta Bacchio, della sorella Sabrina nonché compagna di Pomirleanu e dei due sicari del gruppo di fuoco, ovvero Tonino Bacci e Lucio La Pietra. 

Pomirleanu e Pizzuti sono gli ultimi ad essere stati arrestati, lo scorso 4 gennaio. Il primo è detenuto a Mammagialla, mentre il secondo è l’unico dei sei agli arresti domiciliari. Contro di loro non si sono costituti parte civile i tre figli della vittima, ma solo il fratello Isolino Bramucci, assistito dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro del foro di Civitavecchia, il quale annovera tra i testimoni anche un consulente di parte.

Il contributo dato alle indagini dalle corpose intercettazioni ambientali effettuate presso la casa circondariale di Viterbo, intitolata nei giorni scorsi al penitenziario Nicandro Izzo, è stato messo in evidenza dallo stesso sostituto Siddi, che ne ha espressamente chiesto la trascrizione proprio relativamente alle posizioni del cognato di Bramucci e del pregiudicato romano. 

La corte d’assise presieduta dal presidente del tribunale Francesco Oddi ha dato 20 giorni di tempo per completare l’opera alla perita Stefani Perilli, già incaricata della  trascrizione di messaggi e intercettazioni a carico degli altri quattro presunti complici.

Anche la difesa di Pomirelanu, nel frattempo, ha fatto sapere di avere nominato un ingegnere quale proprio consulente di parte, in merito alla validità della geolocalizzazione dell’utenza telefonica dell’imputato. 

Nel frattempo, proprio in merito alle conversazioni “indizianti” tenute dal cognato romeno di Bramucci, ce ne sarebbero anche alcune non in in lingua italiana, bensì nel suo idioma d’origine, delle quali si saprà di più nel corso del processo. 

Cresce nel frattempo l’attesa per la deposizione del medico legale Benedetta Baldari, che solo dopo un anno ha depositato l’autopsia, lo scorso mese di agosto, tassello decisivo per chiudere il cerchio attorno alla moglie di Bramucci, arrestata il successivo 26 settembre. Sempre che la corte d’assise non si limiti ad acquisire la relazione, Baldari ne illustrerà gli esiti il prossimo 15 aprile, quando il processo entrerà finalmente nel vivo con l’ascolto dei primi testimoni. E chissà se oltre ai colpi di pistola che hanno freddato sul colpo Bramucci, emergeranno altri particolari inediti legati al delitto

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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