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Orazio Francesco Piazza: “Gli agenti di custodia del 41 bis fanno la stessa vita dei mafiosi reclusi”

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Orazio Francesco Piazza

Orazio Francesco Piazza

Viterbo - Presentazione progetto della diocesi di supporto psicologico alla polizia penitenziaria

Viterbo – Presentazione progetto della diocesi di supporto psicologico alla polizia penitenziaria

Viterbo – “Gli agenti di custodia del 41 bis fanno la stessa vita dei mafiosi reclusi”. Così il vescovo Orazio Francesco Piazza, questa mattina nella sala Benedetti della provincia dove è stata presentata l’iniziativa di intervento di supporto psicologico della diocesi dedicata agli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Viterbo.

“Gli agenti del carcere – ha detto Piazza – sono persone che hanno una responsabilità istituzionale e che hanno bisogno di avere accanto a sè la giusta sensibilità in grado di sostenerne l’impegno. Perché la persona umana è anche lo stato emozionale e affettivo che vive e la contestualità in cui si va a collocare. Bisogna lavorare su questo, tutelando ruoli e funzioni”.

A intervenire, oltre al vescovo, anche il presidente della provincia Alessandro Romoli, Loredana Petrone dell’istituto Psycomentis di Roma, don Gianluca Scrimieri, direttore dell’ufficio diocesano pastorale della salute e Luca Floris, vice segretario regionale Sappe.

A moderare l’incontro il direttore dell’ufficio comunicazione della diocesi, don Emanuele Germani.

“Ho fatto visita due volte al 41 bis qui a Viterbo – ha sottolineato il vescovo -, e ho capito che gli agenti di custodia fanno la stessa vita dei mafiosi reclusi. La loro libertà è condizionata al servizio. E per viverla hanno bisogno di presenza e sostegno”.

Il progetto promosso dalla diocesi punta all’ascolto e all’aiuto degli agenti di polizia penitenziaria che lavorano all’interno del carcere di Viterbo. Cinque incontri a porte chiuse che si terranno nelle sale della curia di piazza San Lorenzo. Incontri che vedranno la presenza di psicologi e personale specializzato. “Spesso con la società civile si crea un muro – ha commentato Floris – dove chi ci osserva dice che i problemi interni vanno tenuti all’interno del carcere. Nel nostro mondo, l’ascolto è una delle merci più rare”.

In sala, per gli interventi, ci sono poi il prefetto Gennaro Capo, il questore Fausto Vinci, il comandante provinciale della finanza Carlo Pasquali, il vice presidente del consiglio regionale Enrico Panunzi, il consigliere regionale Daniele Sabatini e i consiglieri comunali Alessandra Troncarelli e Umberto Di Fusco.

“Un progetto fondamentale – ha concluso Romoli -, la prima esperienza fattiva di vicinanza e sostegno agli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Viterbo”.

Daniele Camilli


– Floris, Sappe: “Supporto psicologico alla polizia penitenziaria, alla presentazione del progetto assenti i vertici di Mammagialla”


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