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Paga due birre al bar coi soldi falsi, tradito da un neo sul viso e dalla psoriasi sulle mani

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Montefiascone - La caserma dei carabinieri

Montefiascone – La caserma dei carabinieri

Montefiascone – (sil.co.) – Sarebbe andato in giro per bar a spacciare soldi falsi nonostante due inconfondibili “segni caratteristici”: un grosso neo sulla faccia e la psoriasi alle mani.

Sarebbero stati proprio il neo e la psoriasi a tradire il malvivente, finito a processo davanti al giudice Ilaria Inghilleri, che per il resto avrebbe avuto un aspetto anonimo secondo la barista di Montefiascone che a suo tempo lo descrisse come un giovane “sulla trentina,coi capelli scuri corti, alto circa un metro e 75, con un paio di pantaloni corti e una maglietta bianca”. 

Era il 2 luglio 2016 quando entrò nel suo locale e ordinò due birre. A distanza di quasi otto anni la vittima, che effettuò il riconoscimento fotografico, se lo ricorda ancora bene.

“Pagò con una banconota da 50 euro all’apparenza perfetta, quindi uscì con il resto e raggiunse uno che lo aspettava fuori in macchina. Al cliente successivo uno strano riflesso del sole sulla banconota mi insospettì e passandola alla macchinetta ho visto che era falsa, fatta benissimo ma falsa”, ha spiegato in aula, ribadendo più volte la presenza del caratteristico neo sul volto e della psoriasi sulle mani che lo avrebbero reso inconfondibile.

Sull’imputato, va detto, pesa anche il fatto di essere un “falsario professionista”, come hanno scoperto in breve i carabinieri che hanno svolto le indagini, tanto che gli viene contestata la recidiva reiterata specifica, che amplifica i tempi della prescrizione.

Il prossimo 7 novembre saranno ascoltati gli ultimi tre testimoni della procura, ci sarà l’esame dell’imputato, quindi camera di consiglio e sentenza. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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