Viterbo – “Fabio Cavini è toscano e i toscani sono persone che hanno un intercalare piuttosto colorito. E spesso dicono cose sopra le righe”. Lo sostiene il consigliere comunale di maggioranza Paolo Moricoli (Italia Viva) in merito alle frasi che sarebbero state dette dal marito della sindaca Chiara Frontini durante una cena a casa del consigliere Marco Bruzziches.
“Vorrei anche capire – ha proseguito Moricoli – se queste affermazioni sarebbero arrivate anche a seguito di atteggiamenti assunti da Bruzziches”.
Infine, per Moricoli, si tratterebbe di frasi “che non hanno nulla di politico”.
Paolo Moricoli
Qual è il suo punto di vista in merito alle frasi che sarebbero state dette da Fabio Cavini?
“Sarebbero affermazioni fatte da Fabio Cavini…”.
Anche la sindaca Chiara Frontini sarebbe stata presente.
“Sì, sarebbe stata lì e pare che non abbia detto niente. E vorrei vedere un video per capire quale potrebbe essere stato il suo comportamento”.
Bruzziches riporta una battuta in cui cita esplicitamente la sindaca.
“Io sono di Italia Viva e non sono del movimento 2020. Benché sia convinto sostenitore del patto civico in ambito viterbese. Comunque sia io sono altro. Per me, Fabio, che avrebbe detto il 99% di queste cose, è il marito di Chiara. E come tale l’ho sempre visto. Di certo non sono affermazioni che mi piacciono. Bisogna però dire che Fabio è toscano e i toscani sono persone che hanno un intercalare piuttosto colorito e spesso dicono cose sopra le righe. A me sembra più una gran pallonata di Cavini che avrebbe buttato là delle frasi inconsulte durante una cena. Stiamo poi parlando di una cosa su cui ci sono indagini in corso, lascerei che il tutto andasse avanti. E non capisco perché Marco Bruzziches ha fatto quel comunicato, estrapolando delle affermazioni”.
Quindi, secondo lei e indipendentemente da Cavini, la gravità o meno di un’affermazione varia a seconda che venga fatta in toscano o in italiano?
“I toscani hanno un intercalare piuttosto colorito e magari Cavini ha buttato là delle cose”.
Chiara Frontini con Fabio Cavini
Qual è il suo parere politico, da consigliere comunale, in merito a quanto sarebbe stato detto?
“Politicamente c’è poco da dire”.
Va ribadito, a quella cena è stata presente anche la sindaca e pare si parlasse di questioni legate alla gestione del patrimonio comunale.
“Sì, ma a quel punto vorrei vedere un video per capire le sue espressioni. E prima di dare un giudizio netto, vorrei parlare con la sindaca per capire se era d’accordo, se stava lì passiva oppure stuzzicava. Vorrei anche capire se queste affermazioni sarebbero arrivate anche a seguito di atteggiamenti assunti da Bruzziches. Atteggiamenti che potrebbero, forse, aver provocato atteggiamenti di questo genere. Inoltre, in questi mesi non è successo nulla. Cioè a quelle affermazioni che sarebbero state fatte da Cavini non c’è stato nessun tipo di seguito in termini concreti”.
Se lei si fosse trovato al posto di Bruzziches e qualcuno le avesse rivolto quelle stesse frasi, come l’avrebbe vissute?
“In quella cena citata da Bruzziches non c’era nulla di politico. In altri ambiti, ad esempio riunioni tra partiti, a volte escono fuori delle cose, non dico così, ma simili e vengono prese con una leggerezza assoluta. Detto ciò, come l’avrei presa io? Se avessi avuto paura sarei andato in procura. E non avrei aspetto due o tre mesi”.
Bruzziches infatti c’è andato.
“Sì, ma io ci sarei andato il giorno dopo”.
Il codice prevede 90 giorni di tempo per fare querela.
“Sì, ma se io avessi avuto paura, non avrei aspettato 90 giorno”.
Bruzziches non parla di paura, ma di un “forte rispetto della legalità”.
“Sì, per carità. Ma se uno ha paura va subito in procura”.
Il passaggio in cui Cavini avrebbe detto che viene prima la sindaca e poi la maggioranza, lei che fa parte della maggioranza, come lo legge?
“Da marito di Chiara mi sembra pure normale”.
Ma non è una questione di legami familiari e Cavini pare abbia anche un certo peso politico all’interno di Viterbo 2020.
“Ripeto, io non sono di Viterbo 2020, ma di Italia Viva”.
Anche lei fa comunque parte della maggioranza in consiglio.
“Ma non del movimento di cui Fabio pare sia l’anima nera”.
Però ci sarebbe un’anima nera che farebbe parte di un movimento che sta alla base di una maggioranza consiliare che sostiene una sindaca e una giunta comunale. Qualche domanda un consigliere se la potrebbe pure fare.
“Parlerò infatti con Chiara”.
Marco Bruzziches
Non sarebbe opportuno che la sindaca venisse a riferire anche in consiglio comunale?
“Questa cosa di consiglio ha ben poco e non vedo proprio alcun aspetto politico”.
Tutto quello che sarebbe stato detto ha “ben poco di consiglio” e nulla di politico?
“Fosse successo in altri contesti il sindaco avesse chiamato il consigliere nel suo ufficio e gli avesse detto quello che pensava. Senza andare a cena a casa sua con moglie e marito. Quello che è poi successo non lo so. Per essere arrivati a quelle affermazioni potrebbe essere successo qualcosa. Per adesso sono stati tirati fuori solo 3 minuti di tre ora. Vorrei capire cosa è successo in tutto il resto del tempo”.
Quindi, secondo lei, bisognerebbe capire, come ha già detto prima, “se queste affermazioni fossero arrivate anche a seguito di atteggiamenti assunti da Bruzziches”.
“Non lo so, io lì non c’ero. Può darsi, tutto può essere. Con Marco ho sempre avuto un ottimo rapporto, ma non lo so che cosa è successo”.
In maggioranza avete avuto modo di parlare delle frasi riportate da Bruzziches?
“No. Abbiamo solo fatto una riunione di commissione e basta. Probabilmente ci sarà una riunione per parlare di quanto successo. Prima o poi”.
Daniele Camilli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


