Viterbo – “Tutto quello che dovevo dire l’ho detto nel comunicato”. Chiara Frontini non risponde alle domande di Tusciaweb.
Ieri mattina, al termine della conferenza stampa di presentazione in prefettura delle due borse di dottorato per due dipendenti comunali, sostenute da Unitus e comune, l’idea era quella di fare alla sindaca alcune domande in merito a quanto sostiene il consigliere Marco Bruzziches, passato nei mesi scorsi dalla maggioranza all’opposizione in consiglio comunale. A partire dalla notizia, smentita poi dallo stesso Bruzziches, sulle sue presunte scuse al consigliere dopo la cena del 26 settembre, così come riportato dal Messaggero.
La sindaca Chiara Frontini
Ma la sindaca ha chiuso subito il discorso andandosene dalla sala Coronas di palazzo del Governo in piazza del plebiscito a Viterbo: “Tutto quello che dovevo dire – ha risposto – l’ho detto nel comunicato”.
“Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. “Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte”. Sono solo due delle frasi che, secondo quanto affermato da Marco Bruzziches e dalla moglie Anna Maria Formini in un loro intervento, sarebbero state dette dal marito della sindaca Fabio Cavini durante una cena nella casa del consigliere. Cena a cui ha preso parte la sindaca. Affermazioni che sarebbero state rivolte da Cavini a Bruzziches stesso che un paio di mesi fa è passato dalla maggioranza all’opposizione anche per i “fatti gravi”, subiti da lui e dalla sua famiglia.
Daniele Camilli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
