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Questa domenica di Pasqua sarà festa per tutti…

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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – In provincia di Viterbo sono quarantamila i vecchi, o meglio e come hanno stabilito ad un recente congresso i gerontologi, gli anziani. Per molti, sentire in questi giorni parlare di resurrezione più che evocare una speranza fa temere per il momento precedente, quello del passaggio in sala di attesa del risveglio finale collettivo al suono delle trombe degli angeli per il raduno nella valle di Giosafat. Almeno secondo i cristiani che sono il 20% della popolazione mondiale, una minoranza e – dicono – non tutta conseguente nei comportamenti.

Il resto dell’umanità, domenica 31 marzo, da noi Pasqua di Resurrezione, festeggerà un’altra cosa: la “Giornata mondiale del backup”, che, a ben vedere, non è poi cosa tanto lontana dal passaggio alla conclusiva rinascita insegnata nelle chiese.

Con il backup, infatti, le nostre generazioni, giovani e vecchie, inchiodate ai personal computer, alle app e agli smart per comunicare, certificare, disporre e, insomma, far le cose che una volta si facevano a mano o a piedi, mettono in stand by, cioè addormentano per un pò i segni visibili della loro esistenza. Li ricoverano, in attesa di farli risorgere al momento opportuno, vivi come prima.

Quindi, l’ultima domenica di questo marzo di anno bisestile, potrà essere festa per tutti. Per chi crede alla resurrezione dei corpi e per quanti si rallegreranno perché è stato inventato il modo di riportare in vita l’esistenza trascorsa e registrata nei computer. Basterà un clic e i posteri li sentiranno e vedranno ancora. Risorti dal backup.

Chissà come ne avrebbe gioito il poeta, l’Ugo Foscolo che si affidava al buon animo del visitatore delle urne perché le azioni dei “forti” ivi deposti fossero almeno ricordate. Ma “all’ombra dei cipressi e dentro l’urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?”

Tutt’altra rima il sommo Dante: “Non v’accorgete voi che siam vermi, nati a formar l’angelica farfalla?”  che, però,  al di là della vagheggiata rinascita sotto forma di leggeri, colorati e graziosi volatili, non cancellava  il dubbio atroce su cui s’interrogò Voltaire: “il corpo ridotto in polvere, diffuso nell’aria, ricadrà sulla superficie della terra trasformandosi poi in verdura e frumento” per continuare così a vivere e a far vivere in saecula saeculorum?

Intanto, ci sono – voluti o no – i guai, le situazioni che sembrano la fine di tutto e dai quali si risorge ogni giorno. Gli anziani possono testimoniarlo nella loro età, la vecchiaia che lo stilista Ottavio Missoni considerava “stagione felice; purtroppo breve”.

Al maestro Gianandrea Gavazzeni che di fronte alla lapide ricordo sulla casa di Gaetano Donizzetti, domandava “cosa scriveranno in quelle dove siamo nati noi?”, il giovane che l’accompagnava rispose: “Si affitta”.  Un modo di esserci dopo anche questo, resurrezione immobiliare.

Renzo Trappolini


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