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Rave party durante la pandemia, in tredici a processo tra cui quattro viterbesi

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Valentano - Rave party sul lago di Mezzano

Valentano – Rave party sul lago di Mezzano


Rieti – Rave party fuorilegge, citazione diretta a giudizio per 13 indagati denunciati a suo tempo a piede libero dai carabinieri di Rieti che li hanno sorpresi mentre stavano organizzando un maxi raduno in un capannone di Configni, un comune di 500 anime tra i monti della Sabina.

Quattro sono della provincia di Viterbo: tra loro un 42enne e un 35enne di Corchiano, un 31enne di Castiglione in Teverina e un 30enne di Vetralla. Tre sono della provincia di Terni: un 30enne di Attigliano, una 21enne di Orvieto e un 36enne di Amelia. Due sono del Reatino: un 28enne di Amatrice e una 24enne di Rieti. Altri quattro sono di Roma. 

Individuati poco prima dell’una della notte tra venerdì 9 e sabato 10 aprile 2021 dai carabinieri di Poggio Mirteto – coadiuvati dai colleghi delle stazioni di Configni e di Collevecchio, in servizio di prevenzione della diffusione del virus Covid-19 – sono imputati di concorso in invasione di terreni o edifici. 

Per un rave party sventato, un rave party riuscito. È quello organizzato a distanza quattro mesi, a Ferragosto del 2021, sulle rive del lago di Mezzano, a Valentano, in provincia di Viterbo, cui presero parte migliaia di partecipanti giunti da tutt’Europa, tra cui un giovane morto mentre faceva il bagno. Per quel maxi raduno “made in Tuscia” riuscito c’è un solo imputato, un pregiudicato trentenne albanese che per andare sul lago aveva violato l’obbligo di dimora a Viterbo. 

Tornado ai 13 imputati per i fatti del Reatino, secondo l’accusa, dopo avere raggiunto località Piano Lago, sul Monte Cosce, si sono introdotti, forzando il cancello d’ingresso, in un capannone di proprietà del comune di Configni, con l’intenzione di dare vita a un rave party, interrotti dall’arrivo dei carabinieri.

Adesso, a distanza di tre anni, è arrivata la resa dei conti, ovvero la citazione diretta a giudizio da parte del pubblico ministero Edoardo Capizzi della procura di Rieti con udienza predibattimentale fissata per il prossimo mese di ottobre davanti al giudice Carlo Sabatini. I quattro imputati del Viterbese sono difesi dagli avvocati Anna Rita Rufini, Franco Taurchini e Samuele De Santis. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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