Manziana – “Chiunque abbia notizie su quella tragica giornata mi contatti”. L’appello è quello di Priscilla Pasqualini, sorella del 39enne Paolo che lo scorso 11 febbraio è stato aggredito e ucciso da tre rottweiler mentre faceva jogging nel bosco Macchia grande di Manziana.
Paolo Pasqualini
Parole piene di dolore, condivise su Facebook con un post e alcuni scatti che ritraggono Paolo e Priscilla insieme. Una tragica scomparsa su cui si sta cercando ancora di fare luce.
L’11 febbraio scorso Paolo Pasqualini è stato aggredito da tre rottweiler nella mattinata mentre faceva jogging. Un’aggressione che non gli ha lasciato scampo.
Paolo Pasqualini e la sorella Priscilla
Tre i rottweiler – Arian, Aron e Apollo – che hanno attaccato e ucciso il 39enne. E, stando ai primi risultati dell’autopsia effettuata al Verano di Roma, Paolo è morto per shock emorragico. Una perdita di sangue, improvvisa e abbondante, dovuta alle diverse ferite al volto, al collo e agli arti. Alcune di queste mortali.
Un’aggressione da cui il 39enne avrebbe cercato invano di difendersi. I soccorritori, una volta giunti sul posto, lo hanno trovato a terra e per Paolo non c’è stato nulla da fare.
Stando a quanto ricostruito fino ad oggi, i tre molossi sono scappati da una villetta nelle vicinanze del parco. La casa è di proprietà degli ex coniugi Patrizio Pintus e Giovanna Minelli, indagati dalla procura di Civitavecchia per omicidio colposo.
Paolo Pasqualini con la madre Simonetta e la sorella Priscilla
Patrizio Pintus al momento dell’aggressione era a Viterbo, dove attualmente risiede, nel quartiere Carmine. Da chiarire come i tre rottweiler siano riusciti a scappare dalla villetta.
L’ultimo saluto a Paolo Pasqualini nella giornata del 22 febbraio nella chiesa di San Giovanni Battista a Manziana.
E ora la famiglia Paolo Pasqualini sta cercando dei testimoni che possano fornire informazioni su quanto accaduto in quella tragica mattina.
Maurizia Marcoaldi
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


