Montalto di Castro – Il ritrovamento dei corpi – Da sinistra: Roberto D’Ascenzi ed Emiliano Brinchi
Montalto di Castro – Giallo dei due amici trovati morti la mattina del 20 marzo sulla spiaggia delle Murelle, slittano a dopo Pasqua i funerali.
La procura della repubblica di Civitavecchia, confermata la morte per annegamento delle vittime, ha disposto ulteriori accertamenti necroscopici sui cadaveri di Roberto D’Ascenzi ed Emiliano Brinchi, i due amici di Montalto di Castro e Capodimonte, di 60 e 57 anni, i cui cadaveri sono stati ritrovati mercoledì della settimana scorsa sulla spiaggia da Montalto di Castro.
Le salme restano dunque a disposizione dell’autorità giudiziaria, presso l’obitorio del cimitero romano del Verano dove sono stati trasferiti i cadaveri per l’autopsia effettuata il 22 marzo dai medici legali Martina Padovano e Matteo Scopetti della Sapienza, nominati dalla pm Katia Marino della procura di Civitavecchia, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti.
In seguito all’accertamento tecnico, ci si aspettava il nulla osta per la restituzione dei corpi ai familiari ai fini della celebrazione dei funerali. Invece è stata disposta una integrazione di accertamenti necroscopici, per cui saranno effettuati altri esami la settimana prossima.
I familiari, che tramite l’avvocato Angelo Di Silvio hanno nominato come proprio consulente il dottor Domenico Spagnolo del policlinico Agostino Gemelli di Roma, hanno chiesto che venga fatta piena luce su cosa è successo in mare la notte tra il 19 e il 20 marzo, quando i propri congiunti sono usciti per una battuta di pesca in notturna con un barchino a remi.
Resta da chiarire, come è noto, la dinamica dei fatti che hanno preceduto e prodotto la morte dei due poveretti. “Sono morti per annegamento, c’erano schiuma e acqua nei polmoni. E i corpi non presentavano contusioni particolari, né fratture”, spiegava il giorno dell’autopsia l’avvocato Di Silvio.
Tra le ipotesi rimaste in piedi, oltre a quella del barchino infranto sugli scogli, un po’ difficile in una notte di nebbia e mare piatto, resta al vaglio degli investigatori quella di un possibile speronamento.
L’ipotesi “delittuosa” insomma in questi giorni non è mai venuta meno e adesso, in base a una relazione breve dei medici legali, la procura ha deciso di approfondire ulteriormente le circostanze della morte da un punto di vista clinico, disponendo per l’appunto ulteriori accertamenti necroscopici sui corpi da parte dei consulenti Scopetti e Padovano.
Il sostituto Marino, disponendo l’autopsia, come è noto ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti, affidando le indagini alla capitaneria di porto, chiedendo espressamente ai medici legali “ove possibile, la dinamica di un eventuale fatto delittuoso ed il suo nesso casuale con il decesso”. A tale fine, evidentemente, non si vuole che nulla venga tralasciato.
Silvana Cortignani
