Viterbo – “Bruzziches ha registrato la serata perché è rimasto insospettito dall’insistenza con cui la sindaca Chiara Frontini voleva fare la cena”. A parlare è l’avvocato Stefano Falcioni, legale del consigliere comunale Marco Bruzziches che ha presentato la querela che ha portato all’indagine su Frontini e il marito Fabio Cavini, per le frasi che quest’ultimo avrebbe detto durante la cena del 26 settembre dell’anno scorso a casa del consigliere. Una querela fatta, come lo stesso Bruzziches ha sottolineato in un comunicato stampa, per “un senso forte di rispetto della legalità”.
Per il caso Bruzziches, i pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto della procura di Viterbo hanno aperto un fascicolo d’indagine nei confronti di Frontini e Cavini. “L’ipotesi di reato – ha confermato Falcioni – è minaccia in concorso, articolo 612 del codice penale”.
“Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. “Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte”. Sono solo due delle frasi che, secondo quanto affermato da Marco Bruzziches e dalla moglie Anna Maria Formini in un loro intervento, sarebbero state dette dal marito della sindaca Fabio Cavini durante una cena nella casa del consigliere. Cena a cui ha preso parte la sindaca. Affermazioni che sarebbero state rivolte da Cavini a Bruzziches stesso che un paio di mesi fa è passato dalla maggioranza all’opposizione anche per i “fatti gravi”, subiti da lui e dalla sua famiglia.
La sindaca ha a sua volta replicato con un comunicato stampa: “Chi – ha detto Frontini – in una cena, in un ambiente amicale non si lascia andare a iperboli, battute?”.
Viterbo – L’avvocato Stefano Falcioni
Per quale reato è stato aperto il fascicolo d’indagine da parte della procura?
“Parliamo dell’articolo 612 del codice penale, vale a dire minaccia in concorso”.
In cosa consiste il reato di minaccia?
“Come recita l’articolo 612 del codice penale: ‘Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro. Se la minaccia è grave o è fatta in uno dei modi indicati nell’articolo 339, la pena è della reclusione fino a un anno. Si procede d’ufficio se la minaccia è fatta in uno dei modi indicati nell’articolo 339, ovvero se la minaccia è grave e ricorrono circostanze aggravanti ad effetto speciale diverse dalla recidiva, ovvero se la persona offesa è incapace, per età o per infermità’”.
Quante sono le registrazioni della cena del 26 settembre 2023 consegnate alla procura?
“Si tratta di un’unica registrazione che copre tutta la serata del 26 settembre”.
Che cosa si evince da questa registrazione?
“Per il momento limitiamoci soltanto a quello che è stato reso noto da Bruzziches con il suo comunicato”.
Avete fatto la richiesta ex articolo 335 del codice di procedura penale per conoscere l’esistenza di eventuali indagini?
“Sì”.
Il 335 riporta anche i nomi delle persone indagate?
“Sì, il 335 riporta anche i nomi delle persone indagate”.
Chi sono le persone indagate?
“Su questo non posso rispondere. Posso soltanto dirle che ci sono delle persone indagate e il fascicolo non è più contro ignoti ma contro persone note”.
La sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini
Come proseguirà da questo momento in poi tutta quanta la vicenda?
“L’ufficio del pubblico ministero ha tempo 6 mesi per completare l’indagine, salvo richiesta di proroga motivata. In questo caso non ci sono parecchie indagini da fare. Quindi penso che il termine di 6 mesi verrà rispettato. Finita questa fase, il pm dovrà decidere se ci sono gli estremi per andare avanti, chiedendo il rinvio a giudizio. E si tratta di un reato che non passa per il giudice delle indagini preliminari (gip), ma va direttamente in dibattimento. Se invece il pm ritiene che non ci sono estremi meritevoli di approfondimento in sede dibattimentale, ne dispone l’archiviazione. Dopodiché, contro l’archiviazione, la parte offesa può fare ricorso per chiedere al gip che le indagini proseguano. A quel punto, a seconda di quello che decide il gip, la vicenda si chiude definitivamente oppure prosegue”.
Lei che idea s’è fatto?
“La vicenda è di natura giuridica. Le frasi sono quelle riportate dai giornali recentemente. Si tratta solo di stabilire se per il pm quelle frasi rappresentano o meno gli estremi previsti dall’articolo 612 del codice penale”.
A che punto sono le indagini?
“Questo non glielo so dire, perché sono coperte dal segreto istruttorio. Posso dirle che sono stati sentiti alcuni testimoni a cominciare dalla parte querelante, vale a dire Bruzziches. Ripeto, a mio avviso, la fattispecie è abbastanza semplice per cui, credo, non ci siano particolari indagini da fare. Non ci sono perizie tecniche e i testimoni sono stati sentiti. Si tratta solo di tirare le fila del discorso e decidere se archiviare o andare avanti”.
Quante persone sono state sentite?
“Anche in tal caso la cosa è coperta dal segreto istruttorio. So solo di Bruzziches e, da quanto leggo sui giornali, la consigliera Letizia Chiatti”.
Tecnicamente, come si passa da un fascicolo contro ignoti a un fascicolo contro persone note?
“La querela che ha fatto Bruzziches non identificava le persone, ma raccontava i fatti e chiedeva che la procura verificasse se ci fossero stati estremi di reato nei fatti raccontati e a quali persone si sarebbe potuto attribuire l’ipotesi di reato. Poi il fascicolo passa da ignoti a noti quando la procura ha raccolto degli elementi tali da identificare delle persone che potrebbero essere gli autori del reato contestato”.
Quindi possono aver giocato un ruolo importante anche le testimonianze raccolte?
“Credo che le testimonianze siano state essenziali”.
Il consigliere comunale Marco Bruzziches
Si discute tanto della registrazione fatta da Bruzziches durante la cena del 26 settembre. Si può registrare una o più persone durante una cena?
“Certo. Fra l’altro la cena era a casa di Bruzziches. E stando a casa sua e di sua moglie è più che lecito, ed era perfettamente autorizzato a farle. Sarà poi il giudice a ritenerle utilizzabili o meno. Dopodiché le registrazioni sono diventate cosa comune. Ad esempio c’è chi monta sulla propria automobile una telecamera con audio e video perché, laddove dovesse succedere un incidente, vengono esibite le riprese fatte. Mi pare poi che la sindaca Chiara Frontini abbia già avuto problemi di registrazioni nella riunione del 23 novembre alle terme Salus”.
Si potevano fare anche quelle registrazioni alla riunione politica delle terme Salus?
“Non c’è nessun divieto. Fra l’altro si trattava pure di un ambiente pubblico”.
Perché Bruzziches ha deciso di registrare la sindaca Frontini e il marito Fabio Cavini?
“Va detto innanzitutto che non è stato Bruzziches ad invitare a cena la sindaca. Ma la richiesta è partita da lei, tramite la sua segretaria. Non ha invitato Frontini per tendergli una trappola, ma perché era stato pressato dalla segretaria della sindaca per organizzare la cena. Bruzziches ha deciso di registrare la serata perché si è insospettito per questa insistenza ripetuta della sindaca, tramite la sua segretaria, per fare questa cena. Ha avuto un’illuminazione. Dopodiché non c’era nessun apparecchio da servizio segreto. Le registrazioni sono state fatte con un semplice cellulare. Non ha di certo riempito di cimici la stanza”.
Daniele Camilli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


