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“Troppo tempo davanti ad uno schermo nuoce all’apprendimento linguistico dei bambini”

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Sydney – “Troppo ore trascorse di fronte ad uno schermo riducono le capacità di apprendimento del linguaggio dei bambini”. È quanto riporta il recente studio australiano guidato dal “Telethon kids institute” e pubblicato lo scorso 4 marzo.

Telefono cellulare

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Una ricerca pubblicata dal “Journal of the american medical association pediatrics”, e guidata dal “Telethon kids institute”, riporta che “i bambini tra i 12 e i 36 mesi che passano molto tempo di fronte ad uno schermo possono sviluppare problematiche nell’apprendimento del linguaggio. Questa grave conseguenza è dovuta al fatto che quelle ore che vengono dedicate ad uno smartphone, ad un tablet o alla televisione, sono ore sottratte alle conversazioni genitori-figli, mezzo fondamentale per lo sviluppo delle capacità linguistiche dei bambini nei primi anni di vita”.

Lo screen time dei bambini, ovvero il tempo trascorso davanti agli schermi di dispositivi online, limita drasticamente le interazioni con i familiari che aiutano i piccoli a sviluppare una gamma di abilità educative essenziali e, secondo lo studio, ogni giorno può privare (in media) i bambini di tre anni di 1100 parole adulte, 840 vocalizzazioni e 194 conversazioni.

La ricerca australiana sottolinea l’importanza di parlare ai bambini, sin dai primi mesi di vita, in ogni momento della giornata e di qualsiasi argomento. Inoltre rivela che “un individuo tra i 12 mesi e i tre anni sente in media fra le 5mila e le 35mila parole al giorno, tutte utili per il suo apprendimento linguistico”.

Televisore

Televisore


“I bambini riescono ad essere attivi e presenti nel mondo – ha dichiarato Mary Brushe, responsabile della ricerca – più noi parliamo con loro. Così facendo, più gli parliamo, più velocemente imparano, e, di conseguenza, meglio affrontano le cose difficili della vita”.

I ricercatori esortano le famiglie a prestare maggiore attenzione all’interferenza della tecnologia nelle loro relazioni quotidiane con i figli, e consigliano ai genitori di “effettuare un’attenta selezione sui contenuti online da rendere disponibili ai loro bambini, distinguendo ciò che è educativo da quello che invece non lo è”.

Lo studio australiano ha utilizzato una tecnologia avanzata di riconoscimento vocale per cronometrare il tempo trascorso davanti allo schermo e l’ambiente familiare in cui i bambini parlano, in una giornata media di 16 ore. I dati sono stati raccolti all’interno di 220 famiglie, una volta ogni sei mesi, dal 1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2021.


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