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Un caso di tubercolosi, ricoverato uno studente – La Asl: “Nessun focolaio”

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Viterbo – Un caso di tubercolosi a Viterbo, ricoverato a infettivi uno studente di 23 anni. 


Viterbo - Il reparto malattie infettive dell'ospedale di Belcolle

Viterbo – Il reparto malattie infettive dell’ospedale di Belcolle


Si tratta di uno studente straniero, ricoverato agli inizi di marzo nel reparto malattie infettive dell’ospedale di Belcolle, da dove è stato dimesso dopo un paio di settimane con delle semplici prescrizioni. La Asl, nel frattempo ha avviato il monitoraggio di tutti coloro che sono venuti in contatto con il paziente.

Ad oggi una settantina di persone sono state già sottoposte al test di Mantoux, per capire se siano venuti in contatto col batterio. Il test ha dei limiti poiché vi è la possibilità di andare incontro ad esiti falsamente positivi o negativi.

Silvia Aquilani

Silvia Aquilani


“Non un evento unico, è capitato anche con studenti italiani”, spiega la dottoressa Silvia Aquilani, dirigente del servizio prevenzione dell’azienda sanitaria locale.

“Attualmente non c’è un focolaio”, ci tiene subito a sottolineare, per sgombrare il campo da equivoci. “Noi – prosegue la dirigente – abbiamo iniziato a lavorarci dai primi di marzo. Finora il caso è rimasto quel caso, ma sono in corso tutti gli accertamenti sui contatti stretti e occasionali. Abbiamo allargato da subito, anche per via della barriera linguistica. Di solito si fa un’intervista molto precisa con il caso e poi si va a cerchi concentrici. Qui c’è stato qualche problema di comprensione. Poi si è generata da subito una sorta di eccessiva preoccupazione sul possibile contagio. Per cui abbiamo allargato a tutti la possibilità di fare il test Mantoux”.

“Il test – prosegue Aquilani – discrimina chi è venuto a contatto con il batterio e chi no. Non ci dà ancora la diagnosi di malattia. Chi risulterà positivo a questo test di primo livello, farà la visita infettivologica e si valuterà se procedere con una diagnosi o tenere in osservazione proponendo una profilassi preventiva”

“Ma quello che al momento mi sta più a cuore è che il ragazzo sta bene, ha una forma di Tbc che risponde benissimo ai farmaci, è perfettamente trattabile. E se ci fosse l’eventualità sfortunata di qualche altro contagiato, è possibile trattarlo e ripristinare velocemente le condizioni di salute”.  

Silvana Cortignani


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