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“13 viterbesi uccisi nelle fosse Ardeatine…”

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Roma - L'entrata delle Fosse Ardeatine

Roma – L’entrata delle Fosse Ardeatine

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 24 marzo del ’44 Roma fu insanguinata da una mattanza che si protrasse per tutto il giorno successivo perpetrata  per mano dei tedeschi occupanti, comandati da Kappler,  i quali tentarono di tener nascosto l’eccidio alla città e al mondo.

Nei meandri delle cave Ardeatine vennero trucidati 335 uomini di tutte le età ed estrazioni sociali come spietata rappresaglia per l’azione dei Gap contro la divisione di polizia tedesca SS Bozen che transitava il 23 marzo di pomeriggio in via Rasella. Le SS per coprire l’eccidio fecero saltare l’ingresso delle cave con delle granate.  Tra gli uccisi sono presenti 13 martiri provenienti dal Viterbese, attivisti della lotta di liberazione, appartenenti alle più differenti correnti politiche come membri del Partito d’Azione, Partito comunista, uomini del Cln,  ma  anche artigiani, ferrovieri , studenti e persone comuni.

Tra i 335 che furono trovati assassinati all’interno delle cave ricomposti per l’opera pietosa del dottor Ascarelli troviamo Tito Bernardini di Orte, attivista e ferroviere che come molti patì le atroci torture nella prigione delle SS di via Tasso e nel terzo braccio di Regina Coeli. Tra gli artigiani, l’ebanista di Ronciglione Enrico Mancini che diede accoglienza ai perseguitati politici e per le sue idee libertarie subì come atto intimidatorio l’incendio della sua bottega. Alberto Cozzi di famiglia originaria di Castel Cellesi, torturato sia al comando SS di Bagnoregio sia internato a via Tasso e poi ucciso alle Fosse Ardeatine. Epimenio Liberi militante delle formazioni partigiane del Monte Soratte che conobbe in cella don Morosini anche lui internato, il quale scrisse una ninna nanna per il suo bambino che non conoscerà mai.

Ricordiamo che alle fosse Ardeatine non furono uccisi solo uomini delle formazioni partigiane ma anche ebrei rastrellati a caso, persone catturate nelle case nei dintorni di via Rasella il giorno dell’attentato, liberi pensatori, un colonnello dell’esercito regio quale Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo e don Pietro Pappagallo ucciso anche lui con uno sparo alla nuca.

Rendiamo memoria per concludere ai nomi di tutti e tredici i viterbesi uccisi alle fosse Ardeatine. Unico Guidoni, Renato Fabri, Angelo Fochetti, Enrico Mancini, Angelo Martella, Tito Bernardini, Angelo Galafati, Aldo Francesco Chiricozzi, Giorgio Conti, Alberto Cozzi, Manlio Gelsomini, Epimenio Liberi, Armando Ottaviano.

Emanuel Alison Flamini


Fosse Ardeatine - 13 vittime viterbesi

Fosse Ardeatine – 13 vittime viterbesi

Fosse Ardeatine - 13 vittime viterbesi

Fosse Ardeatine - 13 vittime viterbesi

Fosse Ardeatine - 13 vittime viterbesi

Fosse Ardeatine - 13 vittime viterbesi


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