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“Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”

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Chiara Frontini con Fabio Cavini

Chiara Frontini con Fabio Cavini

Marco Bruzziches

Marco Bruzziches

Viterbo – “Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. “Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte”. Sono solo due delle pesantissime frasi che, secondo quanto affermato Marco Bruzziches e dalla moglie Anna Maria Formini in un loro intervento, sarebbero state dette dal marito della sindaca Fabio Cavini durante una cena nella casa del consigliere.

Un intervento, quello dei coniugi, che vuole essere chiarificatore delle troppe chiacchiere fatte in questi giorni. Il consigliere che è uscito dalla maggioranza e la moglie puntano il dito sulla sindaca Chiara Frontini e sul marito Fabio Cavini. Le frasi riportate sarebbero la sbobinatura della registrazione fatta durante una cena in casa Bruzziches, da quanto è dato capire. E, sempre secondo i coniugi Bruzziches, farebbero chiarezza sui “fatti gravi” subiti. La registrazione sarebbe stata consegnata alla procura. 

“Mi sono convinto – afferma Marco Bruzziches, insieme alla moglie – a diffondere quanto segue in quanto da vario tempo mi riferiscono che sia la sindaca che alcuni consiglieri di maggioranza sono soliti fare battute, che non ho problemi a definire di cattivo gusto, circa la brutta e triste vicenda della quale sono stato oggetto, assieme alla mia famiglia, e che mi ha determinato a lasciare la maggioranza il giorno 21 dicembre 2022. È quindi giunto il momento di precisare alcune circostanze”.

I coniugi fanno un minino di cronistoria: “Come è noto sono stato eletto consigliere comunale – spiega Bruzziches – nella lista “Viterbo Cambia” di appoggio all’attuale sindaco di Viterbo Chiara Frontini alle scorse elezioni del giugno 2022 poi confluito nel gruppo unico “Viterbo 2020” e mi veniva affidata la delega alla valorizzazione del patrimonio immobiliare del comune di Viterbo. In esecuzione di tale incarico ho iniziato da subito ad assumere presso i competenti uffici informazioni utili per conoscere e comprendere le problematiche riguardanti il cospicuo patrimonio comunale e ho cercato di portare avanti, con grosso impegno di tempo e risorse, gli interessi contenuti nella delega assegnatami. Nel fare ciò ho sempre incontrato molteplici ostacoli sia nell’ottenere informazioni utili all’espletamento del mio mandato da consigliere, sia azioni da parte della giunta, in ordine alle esecuzioni delle azioni necessarie al fine di valorizzare il patrimonio immobiliare comunale.

Il 5 luglio 2023 il presidente del consiglio, avvocatessa Letizia Chiatti, rassegnava le proprie dimissioni e da quel momento si verificavano una serie di avvenimenti che agli occhi del sottoscritto risultavano incomprensibili. Nei due mesi successivi chiedevo più volte alla sindaca sia il perché dell’assoluto immobilismo circa la gestione degli immobili di proprietà comunali, sia le ragioni delle dimissioni della consigliera Chiatti. All’assenza totale di risposte, nel settembre del 2023 contattavo la consigliera Chiatti per avere chiarimenti circa le sue dimissioni e per comunicarle la mia intenzione di tornare nel gruppo consiliare “Viterbo Cambia” e se fosse stata disponibile ad entrare nel nuovo gruppo. Il giorno dopo fui contattato telefonicamente dalla segretaria della sindaca la quale mi disse che Chiara aveva espresso la volontà di organizzare una cena a breve termine raccomandandosi che fosse presente anche mia moglie, che le suddette chiamano “la prof”, in quanto docente di lingua spagnola di entrambe durante gli anni di liceo, e che sottoscrive con me il presente comunicato”.

Il racconto dei coniugi Bruzziches arriva alla fatidica cena.

“La sera del 26 settembre alle ore 20,30 circa – raccontano i coniugi Bruzziches – la sindaca e suo marito Fabio Cavini arrivarono presso la nostra residenza e ben presto la conversazione si focalizzò sulle problematiche da me sollevate circa la gestione della delega affidatami, ma soprattutto su quali fossero i rapporti con la consigliera Chiatti, più volte descritta dai coniugi Cavini come la nemica numero uno della maggioranza.

Nel corso della cena veniva sollevato più volte dal Cavini (alla presenza costante e continua di sua moglie, la sindaca Frontini) il tema di come lui intendesse “proteggere” la moglie sindaca e la maggioranza affermando letteralmente con il costante ed evidente atteggiamento di approvazione e di supporto della sindaca le seguenti e testuali affermazioni: Mi devo sempre preoccupare per il domani è uno dei miei compiti e il domani è la tutela della maggioranza, prima di Chiara poi della maggioranza. Allora io, noi quando vogliamo colpire, o abbiamo qualcosa, o la inventiamo. Ora proprio come fare non te lo dico e questo lo facciamo in casi estremi. No… questo a tua conoscenza. Non siamo dei principianti, se io voglio fare male capisco chi del tuo stato di famiglia (“Soprattutto se so che stai a fa…”, interviene la sindaca) è più debole, e poi vado a colpire quella persona. O ce l’ha o gliela creo. Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte. A volte molto belle, ma purtroppo come diceva appunto Rino Formica “sangue e merda”, e quindi sappiamo come fare, vedi… La Chiatti adesso è nella fase in cui riflettiamo, perché se lei non fa danni noi non reagiremo”.

Vi lascio immaginare cosa, queste parole, hanno scatenato in me e nella mia famiglia. Ad un primo momento di smarrimento è seguita una fase di preoccupazione e di timore per le sorti mie e soprattutto di mia moglie e dei miei due figli. Ma dopo un lungo periodo di repulsione nei confronti di tutto quello che riguardava il mio ruolo di consigliere tanto che non ho partecipato ad alcuni consigli né a commissioni, è subentrato un senso forte di rispetto della legalità che mi ha determinato a proporre querela nei confronti della sindaca e di suo marito e ad abbandonare la maggioranza senza rimorso alcuno”.

Infine concludono i coniugi Bruzziches: “Questo a chiarimento a chi continua a fare battute circa lo “stato di famiglia”, e circa la scorrettezza di chi divulga e rende pubblici alcuni comportamenti che saranno gli organi interessati e competenti a deciderne la legittimità”.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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