Siccità
Viterbo – I primi, piacevoli, scorci di primavera portano anche alcuni aspetti negativi.
Tra i principali c’è l’allarme relativo alla siccità, che anche nella Tuscia non accenna a diminuire.
Le piogge sono sempre più scarse e le fonti di approvvigionamento ne risentono in maniera determinante, come indicato dall’ultimo bollettino dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale che tutela anche la provincia di Viterbo.
“Allo stato attuale – si legge nell’ultimo report pubblicato a inizio aprile – si registra una condizione meteo-climatica in termini pluviometrici in leggero deficit rispetto alle medie storiche del periodo e sensibilmente migliore rispetto all’anno 2022, anche se l’andamento dei periodi estremi di siccità negli ultimi due anni ha comportato una diminuzione delle disponibilità complessive della risorsa idrica”.
Dai dati disponibili e dalle valutazioni effettuate dagli esperti dell’Abdac si evince la conferma del decremento rispetto al passato, soprattutto per quanto riguarda le sorgenti principali come quella di Piancastagnaio che registra circa il -40%.
“Questo significa che il mantenimento del servizio è allo stato attuale favorito soltanto dalla diminuzione dei consumi – prosegue il report – ma non si registra ancora alle fonti un’inversione di tendenza e quindi un netto miglioramento di disponibilità. Infatti il livello medio di precipitazioni, secondo i dati delle stazioni meteo dell’area, registra, fino al mese di metà marzo 2024 compreso, un deficit pluviometrico del -20,20%, rispetto alla media storica, seppur con un incremento del +6,05% rispetto al marzo 2023, annualità però di scarsa piovosità“.
Nei comuni del viterbese i dati restano nella norma e ad oggi non si contano servizi sostitutivi di autobotte nemmeno nei siti con più criticità come Vetralla e la frazione di Tre Croci.
Samuele Sansonetti
