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Genova – (sil.co.) – Caso David Rossi, niente di fatto mercoledì a Genova dove era attesa la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini, il giornalista Mediaset Antonino Monteleone e altri tre indagati.
Sono accusati di diffamazione aggravata in concorso ai danni di sei magistrati, tra i quali il viterbese Aldo Natalini, che indagarono sulla morte del capo comunicazione Mps deceduto dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio a Siena il 6 marzo 2013.
Il gup Nicoletta Guerrero ha accolto l’eccezione di nullità presentata dai legali delle difese rinviando gli atti alla procura.
L’ex sindaco e il giornalista erano stati indagati dal procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati per l’intervista “rubata” in cui si parlava di festini a cui avrebbero partecipato i magistrati che indagarono sulla morte di David Rossi e che per questo avrebbero “insabbiato” l’inchiesta.
Gli altri tre indagati sono Davide Parenti e Marco Occhipinti giornalisti e curatori del programma Le Iene, oltre a Laura Casarotto, direttrice di Italia 1.
Piccini era seduto al tavolo di un locale in piazza del Campo, quando sarebbe stato registrato con una telecamera “nascosta” dal giornalista Monteleone. I fatti risalgono al 2017. La puntata della trasmissione, in particolare, è quella andata in onda l’8 ottobre di sette anni fa.
Gli altri tre indagati sono finiti nell’inchiesta per più puntate della trasmissione televisiva andate in onda sul canale Mediaset Italia 1, tra il 2017 e il 2019, dedicate ai procedimenti giudiziari in seguito alla morte di David Rossi, adombrando l’ipotesi che la magistratura senese fosse stata condizionata nell’effettuare le proprie scelte investigative e processuali dall’esistenza di inopportune e inconfessabili frequentazioni e legami.
Le persone offese sono tutti magistrati della procura di Siena all’epoca dei fatti. Dal procuratore di qualche anno fa Salvatore Vitello (oggi procuratore generale facente funzione presso la corte d’appello di Roma), all’attuale procuratore Andrea Boni, dai tre pm che seguirono l’inchiesta sulla morte di David Rossi, Nicola Marini, Aldo Natalini e Antonino Nastasi ai magistrati Fabio Maria Gliozzi (avvocato generale a Firenze) e Roberta Malavasi ((oggi gip a Bologna). Tutti difesi dall’avvocato del foro di Genova, Andrea Vernazza.
Sulla morte dell’ex capo comunicazione di Mps è nel frattempo al lavoro la commissione parlamentare d’inchiesta. Nella seduta di domani saranno decise le prime audizioni e dovrebbero essere sentiti alcuni commissari che lavorarono sul caso nella precedente legislatura.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

