Viterbo – “Ogni volta che succede qualcosa nel centro storico si dà subito un’eco particolare, la stessa cosa invece non accade quando certi fatti si verificano in altre parti della città”. La sindaca Chiara Frontini dopo la maxirissa al Sacrario di venerdì sera. Quattro le persone denunciate, tre quelle arrestate. Una di loro deve rispondere anche di tentato omicidio. Sequestrati una mazza da baseball e un martello.
“Al Sacrario le telecamere ci sono – prosegue Frontini -. Ci sono anche quelle del comune. Di certo non ne diffondiamo la mappa, perché poi c’è il rischio che qualcuno venga a romperle”.
“Le criticità ci sono – conclude Frontini -. Ma è altrettanto vero che si stanno affrontando. E il miglior modo per risolverle e per contenerle è vivere questi posti”.
Viterbo – La sindaca Chiara Frontini
Come intendete risolvere i problemi del Sacrario?
“Subito dopo quel che è accaduto ho sentito il questore Fausto Vinci e mi ha riferito che da gennaio è il primo episodio. prima erano invece più frequenti. Ciò significa che si sta già lavorando per il Sacrario. Dopodiché, da quanto mi è stato riferito, si tratta di una situazione che si è verificata per futili motivi iniziata da una componente femminile.
Qualcosa che sarebbe potuto avvenire ovunque. I problemi comunque vanno affrontati e bisogna agire sempre di più. C’è anche tutto il progetto di video sorveglianza del Sacrario che a breve prenderà vita. Abbiamo anche diffuso i dati sull’aumento delle attività svolte dalla questura sotto il coordinamento della prefettura.
Dati che evidenziano come siano diminuiti i reati contro la persona, come il questore abbia moltiplicato per 20 il numero di Daspo urbani e di ammonimenti. Molto passa anche da un’attenzione particolare che mettiamo sul centro storico. Ma ogni volta che succede qualcosa nel centro storico si dà subito un’eco particolare, la stessa cosa invece non accade quando certi fatti si verificano in altre parti della città”.
I fatti di ieri, però, difficilmente si sono mai visti in passato in pieno centro storico.
“Certo, ma le forze dell’ordine sono intervenute immediatamente. E mi sembra che quest’ultime siano molto attive sul piano della prevenzione e della repressione. Poi c’è sempre da migliorare e stiamo tutti lavorando per questo”.
Maxirissa al Sacrario – Un uomo con la mazza rompe il parabrezza dell’Audi bianca
Al Sacrario le telecamere ci sono?
“Sì, al Sacrario le telecamere ci sono. Ci sono anche quelle del comune. Di certo non ne diffondiamo la mappa, perché poi c’è il rischio che qualcuno venga a romperle. Comunque le telecamere ci sono, sia quelle nostre, sia quelle dei privati e saranno utili alla questura. Non solo, ma tutte le telecamere del comune, da qualche mese a questa parte, sono integrate con la centrale operativa della questura. E questa è una delle iniziative che il comitato ordine pubblico ha fortemente voluto, in particolare il prefetto, per un miglior controllo del territorio”.
Il Sacrario quindi è un posto sicuro?
“Tutti i luoghi possono essere sicuri e tutti i luoghi possono essere insicuri. Poi, se tutto il comitato ordine pubblico, di cui fa parte anche l’amministrazione comunale, ha ritenuto di individuare quattro aree target, ossia Sacrario, San Faustino, via dell’Orologio vecchio e viale Trento, dove realizzare più controlli, pattuglie appiedate, controllo della regolarità degli affitti, è ovvio che lì ci sono delle criticità. Ma è altrettanto vero che queste criticità si stanno affrontando.
E il miglior modo per risolverle e per contenerle è vivere questi posti. Il fatto che la festa della polizia sia stata fatta a San Faustino ha un significato. Tanti eventi che l’amministrazione mette in campo si fanno in quelle zone perché siamo convinti che la situazione si affronta con la prevenzione, innanzitutto sociale e culturale”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: Maxirissa al Sacrario – Video: Spranghe, botte e vetri rotti… gli scontri al Sacrario
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

