Montefiascone – “Ci sono stati anni di colpevole oblio ma ora il ruolo dei carabinieri nella Resistenza è noto a tutti”.
Massimiliano Sole
Così il colonnello Massimiliano Sole, protagonista dell’incontro “I carabinieri e l’inizio della Resistenza al fascismo” che si è tenuto venerdì 12 aprile alla Rocca dei Papi di Montefiascone.
La conferenza-dibattito si è svolta in una sala gremita di persone, tra cui molti studenti delle superiori, intente a scoprire una parte della storia dell’Arma poco nota ai più e che ha visto la deportazione di duemila carabinieri.
Giulia De Santis e Massimiliano Sole
L’incontro si è aperto con i saluti della sindaca Giulia De Santis che ha sottolineato quanto sia stato “un evento molto apprezzato e voluto”. Hanno preso parte all’incontro il capitano Stefano Colusso, comandante della compagnia carabinieri di Montefiascone, e il consigliere delegato alla Cultura, Renato Trapè. Presenti in sala, tra gli altri, anche i sindaci di Bolsena e Bagnoregio, Paolo Dottarelli e Luca Profili e una rappresentanza della Guardia di finanza.
Stefano Colusso
“Questo evento è nato dalla passione condivisa per la storia col dottor Trapè – ha dichiarato in apertura il capitano Colusso -. Volevamo far conoscere ai ragazzi un pezzo di storia recente poco conosciuto, doloroso e tragico. Ho avuto la fortuna di lavorare con il colonnello Sole e ho avuto il piacere di apprezzarne le gradì capacità storiche. Insieme abbiamo anche tradotto i documenti dell’epoca, i dispacci delle forze alleate e dei tedeschi”.
“Quando si parla di Resistenza inevitabilmente il nostro pensiero va ai partigiani – ha detto il delegato alla Cultura, Trapè -. Ma la Resistenza è stata anche altro. Italiani che hanno rifiutato di arruolarsi nelle divisioni della Repubblica sociale italiana e hanno preferito il campo di concentramento, tra cui la figura di mio padre. Poi, tra i partigiani combattenti, i carabinieri.
Renato Trapè
Come amministrazione – ha proseguito Trapè – siamo impegnati da tempo a riavvicinare la popolazione all’Arma dei carabinieri. Spesso, in qualche modo, viene identificata con il potere, ma non è così. I carabinieri sono i difensori della comunità. E il loro passato lo testimonia. Questa operazione rientra in una serie di eventi che abbiamo messo in campo per celebrare il 25 aprile. E proprio in quei giorni ci sarà un’altra conferenza con un colonnello dell’esercito per parlare anche della Resistenza delle forze armate. Un’iniziativa importante fintanto che riusciamo a coinvolgere i giovani delle scuole. Perché, come ricordavamo ieri insieme al colonnello Sole, un popolo che non ricorda il suo passato non ha futuro”.
Montefiascone – L’incontro “I carabinieri e l’inizio della resistenza al fascismo”
“Sono qui per raccontare una storia davvero poco nota della nostra storia. Tra pochi giorni festeggeremo la Liberazione dal nazifascismo. E tra i primissimi ad iniziare la lotta per la liberazione ci furono proprio i carabinieri” ha dichiarato il colonnello Sole all’inizio della conferenza.
Una conferenza dinamica in cui Sole ha ripercorso tutta la storia della Resistenza dei carabinieri in maniera dettagliata con slide, video e foto storiche. Ricostruzioni d’impatto e toccanti. Un antifascismo pagato a caro prezzo dai carabinieri che culmina nella deportazione del 7 ottobre 1943. Furono trasportati nei campi di concentramento ammassati su carri di bestiame: alcuni sono stati uccisi, molti sono morti di fame, di stenti e maltrattamenti.
Montefiascone – L’incontro “I carabinieri e l’inizio della resistenza al fascismo”
“Ci sono stati anni di colpevole oblio ma il ruolo dei carabinieri nella Resistenza ora è noto a tutti – ha sottolineato il colonnello Sole in chiusura -. Ci sono voluti anni per fare riaffiorare quanto accaduto.
La memoria per fortuna è stata recuperata, ma oggi siamo consci della grandezza di quei carabinieri.
Una cosa accaduta ottant’anni fa magari pensate sia distante – ha concluso rivolgendosi agli studenti presenti in sala -, ma è una cosa che ci riguarda. La situazione internazionale, con due conflitti alle porte del nostro continente, ci fa ritenere che sia attuale. Siccome è accaduto, può accadere nuovamente. Ciò che dovreste portar via da questo incontro è la consapevolezza del sacrificio che c’è stato per la nostra libertà, una libertà non scontata e non garantita per tutti. Questi carabinieri erano ragazzi come lo siete voi e hanno dovuto sacrificare la loro esistenza”.
Elisa Cappelli
Fotogallery: L’incontro sulla resistenza dei carabinieri
Il colonnello Massimiliano Sole è nato a Macerata nel 1971.
Dopo aver frequentato il 175esimo corso Allievi Ufficiali presso l’Accademia Militare di Modena, ha superato i Corsi di Applicazione e Perfezionamento della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, conseguendo prima la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università Sapienza di Roma e poi in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna, in quella di Roma Tor Vergata (RM).
Nel corso della carriera ha ricoperto numerosi incarichi, nella linea territoriale, nel contrasto alla criminalità organizzata, nell’organizzazione addestrativa, mobile e di Stato Maggiore dell’Arma. In particolare, in Sicilia è stato al comando del Nucleo Investigativo di Agrigento e della Compagnia di Monreale (PA). In entrambe le Città, per il servizio svolto, ha ricevuto la Cittadinanza Onoraria.
In quel periodo, ha inoltre condotto indagini all’estero contro ramificazioni internazionali di Cosa Nostra, collaborando attivamente con l’Ufficio F.B.I. di New York, con Le Giubbe Rosse dell’Ufficio di Montreal della Royal Canadian Mounted Police e con l’ufficio di Stoccarda del Landeskriminalamt.
È stato poi trasferito presso la Sala Operativa del Comando Generale, l’organo di coordinamento di tutte le operazioni dell’Arma dei Carabinieri e di informazione verso le Autorità Centrali, per poi essere destinato per tre anni al comando della Compagnia Roma Trastevere.
Dal 2014 al 2016, ha comandato la Scuola Allievi Carabinieri di Roma e fino all’estate 2019 è stato il Comandante del Battaglione Allievi Ufficiali Carabinieri presso l’Accademia Militare di Modena, dove ha selezionato e formato oltre 200 allievi ufficiali che saranno i futuri dirigenti dell’Arma dei Carabinieri.
Successivamente, è stato Comandante Provinciale di Livorno ove, in particolare, ha tenuto numerose conferenze e incontri con decine di istituti scolastici, finalizzati alla diffusione della cultura della legalità e a far conoscere il contributo fornito dai Carabinieri alla Lotta di Liberazione.
Dall’agosto 2022, è al comando dell’8° Rgt. Carabinieri “Lazio”, il reparto che contribuisce al mantenimento dell’ordine pubblico e alla vigilanza degli obiettivi ritenuti a maggiore rischio di attacco terroristico della Capitale
È Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Nel 2020 ha pubblicato il libro “La Bandiera di Guerra dell’Arma dei Carabinieri racconta la storia d’Italia”, per l’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri.
È autore di vari saggi e articoli di carattere storico, collabora con le redazioni giornalistiche e televisive dei maggiori canali di informazione e scrive periodicamente per il Notiziario Storico e della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri.





