Viterbo – “Fabio Cavini ha detto delle cose brutte e gioca a fare il capo… ma non conta niente”. L’assessore alla qualità degli spazi urbani, Emanuele Aronne.
“Con Cavini ci ho anche litigato – precisa poi Aronne -. Ma ho litigato con tutti, Silvio Franco, Stefano Floris, Patrizia Notaristefano, ma da sportivo, nello spogliatoio. Litigare è normale, pure Cristo si è messo a litigare nel tempio”.
“Sono serenissimo e convinto che questo movimento non ha mai fatto nulla contro la legge – aggiunge poi l’assessore -. Fino a prova contraria e la prova contraria potrà darla soltanto un terzo grado di giudizio. Se poi in terzo grado Frontini e Cavini dovessero risultare colpevoli allora a quel punto si fa un ragionamento. Adesso vedo solo una sindaca che lavora 24 ore al giorno per la città”.
Aronne spiega anche che in questo momento la sindaca è in Portogallo, per lavoro. “Non per l’amministrazione – afferma Aronne -, ma per il suo lavoro”.
I pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto nei giorni scorsi hanno chiesto il giudizio immediato per la sindaca Chiara Frontini e Fabio Cavini con l’accusa di minaccia a corpo politico, articolo 338 del codice penale. Un’indagine partita da una denuncia presentata dal consigliere Marco Bruzziches a dicembre. Il tutto dopo una cena a casa sua, il 26 settembre dell’anno scorso, durante la quale Cavini avrebbe detto: “Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. E aggiunto: “Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte”. Prevista per questo inizio settimana la decisione sul giudizio immediato da parte del gip Rita Cialoni.
Viterbo – L’assessore Emanuele Aronne
Che idea si è fatto di tutta quanta la vicenda e della richiesta di giudizio immediato per Frontini e Cavini?
“L’idea che mi sono fatto è che nel sistema italiano vige la presunzione di innocenza – dice Aronne -, fino a sentenza definitiva. Dobbiamo essere garantisti ed esserlo sempre. Non solo, ma per quanto riguarda Cavini, non ho mai visto tutto questo potere da parte di questo personaggio. L’ambiente lo vivo e non ho mai visto minacciare nessuno. In ogni caso ho piena fiducia nella magistratura”.
Si dice che lei abbia litigato con Cavini più di una volta.
“Certo”.
Allora significa che Cavini ha voce in capitolo in merito alle questioni di giunta e maggioranza.
“Assolutamente no. Ho litigato con tutti. Ad esempio, con gli assessori Silvio Franco, Stefano Floris, Patrizia Notaristefano. Però ci litigo come fanno gli sportivi, nello spogliatoio. E lo spogliatoio è sacro. Cito anche Laura Allegrini (FdI) quando dice che all’interno delle riunioni di partito volavano le sedie. Con Cavini ho litigato perché avevamo posizioni diverse e probabilmente abbiamo due caratteri forti”.
Scusi, ma lei che è un assessore e un assessore non va a litigare di questioni politiche con chi non ha un ruolo…
“Ho litigato anche con sostenitori del movimento. Litigare è una cosa normale. Pure Cristo si è messo a litigare dentro al tempio”.
Quelle frasi a cena con Bruzziches, però, Cavini le ha dette. Nessuno le ha smentite. C’è una registrazione di tre ore.
“Quelle frasi sono state dette e sono state dette in un determinato ambiente. Comunque, per correttezza, bisogna lasciare che la procura faccia il suo corso. E per me Frontini e Cavini restano innocenti finché non c’è una sentenza di cassazione che dice il contrario. Non solo, Cavini ha detto delle cose sgradevoli, brutte, almeno da quel che si legge, ma da qui a tutto quello che sta succedendo ce ne passa. Ribadisco, ho fiducia nella magistratura”.
Chiara Frontini e Emanuele Aronne
Ma la politica dovrebbe avere delle misure diverse da quelle della magistratura. Se un uomo importante del vostro movimento dice quelle cose che ha detto a cena con Bruzziches, un giudizio lo dovreste quanto meno esprimere.
“L’importanza di Cavini all’interno del movimento è riconoscibile, ma non è più importante di quanto possa essere un assessore o un consigliere. Basta con la storia che Cavini è il capo finto. Gioca a farlo, ma non è il capo. Nessuno ha mai preso ordini da lui. Può aver organizzato una conferenza o espresso il suo punto di vista. Ed è legittimo. In un movimento se sei il marito della sindaca non vali di più, ma non vali neanche di meno. Hai tutto il diritto ad esprimere la tua opinione. Mai una volta però ho visto fare una cosa perché l’aveva detto Cavini. Fabio Cavini non conta niente”.
Lei quindi è politicamente tranquillo.
“Sono serenissimo e convinto che questo movimento non ha mai fatto nulla contro la legge. Fino a prova contraria e la prova contraria potrà darla soltanto un terzo grado di giudizio. Se poi in terzo grado Frontini e Cavini dovessero risultare colpevoli allora a quel punto si fa un ragionamento. Adesso vedo solo una sindaca che lavora 24 ore al giorno per la città”.
Viterbo – Chiara Frontini e Fabio Cavini
Nessuno della maggioranza ha condannato con chiarezza le frasi di Cavini.
“Le frasi dette da Cavini le abbiamo condannate tutti. Ma un conto è condannare le frasi, un conto dargli un valore politico. Sono due cose completamente diverse. le frasi dette da Cavini sono le frasi di uno che ha fatto il gradasso a una cena privata”.
Cavini è stato espulso da Viterbo 2020 per quelle frasi?
“Vale la presunzione di innocenza”.
Quella è una questione giuridica. Qui si sta ponendo una questione politica.
“Se ci sarà un ragionamento lo faremo tutti insieme senza farci dettare l’agenda dalle domande degli altri. L’incidenza di Cavini è relativa. È un iscritto al movimento. È pure il marito della sindaca e questo, purtroppo, determina un’aggravante per il mondo esterno. Ma posso assicurare che mai Cavini mi ha obbligato a prendere delle decisioni o che una mia qualsiasi decisione abbia preso le mosse da quello che mi ha detto. Una cosa è certa…”.
Quale?
“Quando parla Cavini, come chiunque, ascolto. E non è escluso che se una persona dice una cosa giusta, ringrazio e metto nel cassetto”.
In una cena in cui si discute di questioni politiche, lei porterebbe sua moglie?
“Sarebbe lei a non venire perché si annoierebbe. Altrimenti sì, perché si tratterebbe di una cena tra amici. C’era anche la moglie di Bruzziches”.
Pare però, secondo quanto affermato da Bruzziches, che sia stata la segretaria della sindaca a chiedere la presenza della moglie del consigliere, Anna Maria Formini.
“Per come la vedo io, Frontini va a cena con chi le pare. Visto che in quella cena c’era la moglie di Bruzziches, allora c’era anche il marito della sindaca. Non vedo tutto questo scandalo”.
Molti di fronte a quelle frasi, avrebbero invitato chi le ha dette ad alzarsi dal tavolo e ad andarsene. Oppure se ne sarebbero andati solo a sentirle o quanto meno preso le distanze apertamente.
“Lei non sa cosa è successo dopo o che cosa è successo prima”.
Lei lo sa?
“No, ma lo sapremo. Ma non voglio entrare neanche su questa questione. Io vedo solo una persona, ossia la sindaca, che non si è fermata mai un momento. Sempre nell’interesse della città”.
Magari si è fermata in questo momento che sta in Portogallo.
“Credo che dopo un anno e mezzo di lavoro, la sindaca abbia diritto di prendersi una settimana di vacanza/lavoro. Perché era in Portogallo anche per lavoro”.
Per l’amministrazione?
“No, non per l’amministrazione ma per il suo lavoro”.
Carlo Galeotti e Daniele Camilli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


