Viterbo – “Se la sindaca Chiara Frontini e Fabio Cavini dovessero andare a giudizio, anche la maggioranza ha il dovere di chiedere la costituzione di parte civile del comune”. Letizia Chiatti, consigliera comunale ed ex presidente del consiglio. Fino a un mese fa in maggioranza, tra le fondatrici di Viterbo 2020.
“Con il consigliere Andrea Micci – dice Chiatti – abbiamo già pronta la bozza di un ordine del giorno con cui chiedere la costituzione di parte civile del comune. Qualora la gip Rita Cialoni dovesse dire sì alla richiesta dei pm di giudizio immediato per Chiara Frontini e Fabio Cavini, la presenteremo in consiglio e ci aspettiamo che tutti la firmino, maggioranza e opposizione”.
“In tal caso – prosegue Chiatti – quello che dovrebbe prevalere sarebbe l’interesse superiore della città di Viterbo. Sarebbe un dovere. Ciascun consigliere dovrebbe essere in grado di separare l’appartenenza politica dalla necessità di tutelare l’ente”.
I pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto nei giorni scorsi hanno chiesto il giudizio immediato per la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini con l’accusa di minaccia a corpo politico, articolo 338 del codice penale. Un’indagine partita da una denuncia presentata da Bruzziches a dicembre. Il tutto dopo una cena a casa del consigliere, il 26 settembre dell’anno scorso, durante la quale Cavini avrebbe detto: “Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. E aggiunto: “Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte”.
Per Roberto Massatani, avvocato di Chiara Frontini, “la sindaca si è dichiarata completamente innocente e del tutto estranea”. Per Giovanni Labate, legale di Fabio Cavini, “l’ipotesi di reato non sussiste”.
Viterbo – La consigliera comunale Letizia Chiatti
I consiglieri chiederanno la costituzione di parte di civile del comune laddove la gip dovesse dire sì al giudizio immediato per la sindaca Chiara Frontini e Fabio Cavini chiesto dai pm?
“Sì, e laddove la sindaca dovesse andare a processo, io e il consigliere Andrea Micci presenteremo un ordine del giorno con cui chiederemo che il comune sia parte civile, perché in tal caso sarebbe da considerarsi parte lesa”.
L’ordine del giorno è già pronto?
“Abbiamo preparato una bozza che è già stata sottoposto all’opposizione. Ma non c’è ancora niente di definitivo. Bisogna aspettare la decisione del giudice”.
Qualora ci fossero le condizione per presentare l’ordine del giorno, vi aspettate che a votarlo sia tutta l’opposizione oppure immaginate dei distinguo?
“Non saprei, suppongo di sì. Credo però, laddove si dovesse arrivare a un giudizio, sia interesse di tutti firmare l’ordine del giorno. Perché, ripeto, in tal caso il comune sarebbe parte lesa”.
Secondo lei sarebbe disposta a votarla anche la maggioranza?
“Sì, secondo me, dovrebbe firmarla anche la maggioranza. Perché quello che dovrebbe prevalere sarebbe l’interesse superiore della città di Viterbo. Sarebbe un dovere. Ciascun consigliere dovrebbe essere in grado di separare l’appartenenza politica dalla necessità di tutelare l’ente”.
Viterbo – Il consiglio comunale
L’assessore Emanuele Aronne dice che bisogna comunque essere garantisti fino al terzo grado di giudizio.
“Questo è un altro discorso. Costituirsi parte civile significa che, nel caso in cui ci sia un giudizio, il comune sarebbe parte lesa. E costituirsi in giudizio per me sarebbe automatico. Sarebbe un percorso naturale”.
Nel caso in cui si arrivasse alla presentazione dell’ordine del giorno di costituzione di parte civile e quest’ultimo fosse approvato dal consiglio, impegnando la giunta, a firmarla poi dovrebbe essere la sindaca.
“Esatto. E questo sarebbe un problema e non di poco conto. Un aspetto che va approfondito”.
Potrebbe a quel punto firmarla il vice sindaco Alfonso Antoniozzi.
“Sì, potrebbe. Ma, ripeto, sarebbe una questione che andrebbe approfondita”.
Se l’ordine fosse presentato e non dovesse essere approvato, quali conseguenze ci sarebbero?
“Qualora si arrivasse a giudizio e il comune non si costituisse, in caso di condanna di Frontini e Cavini il comune sarebbe impossibilitato a chiedere alcunché. Al limite potrebbe agire in sede civile per chiedere un eventuale risarcimento del danno”.
Viterbo – Chiara Frontini e Fabio Cavini
La maggioranza potrebbe anche dire che l’ipotesi di reato riguarderebbe soltanto un consigliere e non il consiglio nel suo insieme.
“L’ipotesi di reato riguarda Marco Bruzziches nelle vesti di consigliere comunale. Riguarda quindi tutto il consiglio comunale. Altrimenti sarebbero state minacce semplici e avrebbe riguardato l’articolo 612 del codice pensale”.
Se la sindaca dovesse andare a giudizio, secondo lei dovrebbe dimettersi oppure no?
“Personalmente sono estremamente garantista e in queste circostanze ognuno, nel proprio intimo, deve decidere cosa fare”.
Lei cosa cosa farebbe?
“Io forse mi dimetterei, ma difficilmente mi sarei trovata in questa situazione. Non riesco nemmeno a calarmici”.
Daniele Camilli
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


